E GUARDO IL MONDO DA UN OBLO'

Pensavo che non l'avrei più ritrovata in quella folla di un giorno d'estate in quel caos di auto e pedoni. Mi accostai alla scalinata, malinconico, e lei mi piombò in auto da chissà dove.
Ora tutto era cambiato ed ero felice. L'avevo ritrovata quando non ci speravo più. "Ti vedevo. Ho parcheggiato e ti ho raggiunto " disse sorridendo come se niente fosse.
Partimmo verso la campagna circostante. Sentivo un bisogno fortissimo di riempirla di baci.
Mi fermo sotto un ponte. Le prendo il volto tra le mani e glielo accarezzo con le labbra appassionatamente.
Eri ancora qui. Dio che bello che era.
Tu guardavi in su serena.
Guardai in su anch'io.
Da un gigantesco oblò di vetro spessissimo, come fosse la carreggiata del ponte sovrastante vidi, stupito, che eravamo sotto una mastodontica tour Eiffel. Grandiosa.
Non capivo dove si appoggiasse.
Eravamo in una sorta di Parigi sottostante , piena di sole e di tepore, tra enormi case bianche e avorio, elegantissime, come solo a Parigi poteva...

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