E Ora A Quando Il Prossimo ? Emitt Rhodes - Rainbow Ends

Emitt Rhodes - Rainbow Ends - Omninvore Recordings/Warner Quando usciva l'ultimo album di questo signore, Farewell Paradise, era il 1973, il presidente degli Stati Uniti d'America era ancora Richard Nixon, "Tricky Dicky" per chi non lo amava, e Emitt Rhodes aveva 23 anni, di cui 7 già passati nell'ambito musicale, prima con i Merry-Go-Round e poi come solista, forse, anticipando i tempi, volle evitare, a breve, di entrare anche a lui a far parte di quel club dei 27 che in quegli anni stava mietendo molte vittime? Chi può dirlo, lui forse? Comunque se volete leggere in breve la storia della sua discografia, la trovate in questo Post pubblicato nel lontano 2009, ai primi tempi del Blog http://discoclub.myblog.it/2009/11/03/one-man-beatles-emitt-rhodes/, The One Man Beatles era anche il titolo di un documentario uscito nel 2010, a cura di un regista italiano, Cosimo Messeri, che raccontava la storia di questo enigmatico personaggio.
https://www.youtube.com/watch?v=bLL8CsVeOiE Da allora sono passati altri sei anni, ma alla fine il nostro ce l'ha fatta, autofinanziatosi con il crowdfunding di Pledge Music e questo Rainbow Ends è il suo nuovo album: i capelli e la barba sono diventati bianchi, non suona più tutti gli strumenti come un tempo, ma la classe, pur invecchiando, è rimasta quella.
Dalla freschezza che traspare dai "solchi digitali" (se mi passate l'ardita metafora) di questo nuovo album non pare siano passati 43 anni dall'ultima volta, subito, fin dall'iniziale Dog On A Chain, il "singolo" che ha preceduto l'uscita del CD, non sembra assolutamente di sentire un signore di 66 anni che non pubblica dischi da una vita, il sound è sempre quello della Sunny California o della West Coast più gloriosa, se preferite, con un tocco (anche molto di più) del classico british pop sound dei tempi che furono, tutto molto bello, sin dal primo assolo di chitarra, suonata dal bravissimo Jon Brion, intervento breve ma incisivo, la voce non è più quella di un giovane McCartney, ma ha la freschezza di un James Taylor o di un singer-songwriter di quelli bravi. If I Knew Then dice il secondo titolo, che potrebbe riferirsi tanto a vecchi amori passati quanto a dolci rimpianti per un tempo che passa e scorre inesorabile, ma il tutto ha una invidiabile freschezza, una andatura più mossa, tra florilegi di chitarre elettriche, un pianino intrigante e un walking bass che guida il ritmo brillante e con tocchi beatlesiani di questo brano, un tempo c'era un termine per descrivere questa musica, soft rock, una parola ora [...]

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