E il peggio deve ancora venire

Ci stavamo dimenticando del fatto che il nostro paese sta andando a rotoli.
Distratti dalle vicende berlusconiane e impegnati a manifestare in suo favore, per difendere la sua libertà di fare quello che ha sempre fatto finora, per giorni e giorni abbiamo sonnecchiato di fronte ai dati dell'economia reale.
Ogni tanto, è vero, succede qualcosa di drammatico a ricordarci la situazione, ma siamo un po' assuefatti, non ci facciamo tanto caso.
Intanto il debito tocca un nuovo record (ma non c'era stato Monti a “salvare” l'Italia?), mentre il mercato immobiliare crolla: siamo al livello del 1985.
Non che ci sia qualcosa di male, nel 1985 eravamo già un paese maturo e ricco, non sta scritto da nessuna parte che dobbiamo comperare più case oggi che allora, ma il fatto è che questo ristagno determinerà un crollo dei prezzi, con effetti a catena.
E oltretutto non è finita: per il momento c'è ancora un alto numero di italiani che pensano che fra qualche mese tutto tornerà come prima; non sempre meno, è vero, ma ancora tanti.
Presto però si prenderà atto che la discesa non è finita.
Tra qualche anno vi saranno i primi pensionati con un sistema misto in cui il fattore contributivo ha un certo peso e questo aprirà gli occhi su quello che ci aspetta.
Altro che ripresa dei consumi...

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