E in banca spunta la guardia giurata

Giovedì 9 Agosto 2007 E in banca spunta la guardia giurata E come se non fosse successo nulla.
Le tracce della rapina sono minime.
Neppure i segni di gesso tracciati dai carabinieri sull’asfalto.
La pioggia li ha lavati via.
Via anche ogni traccia di segatura, sparsa sulle chiazze di sangue per asciugarle.
La pioggia ha ridato normalità ad un luogo che ieri era stravolto dall’oscenità del sangue e della morte.
I passanti concedono solo uno sguardo all’edificio giallo di via Marconi.
Girano impercettibilmente la testa verso la grata verde che copre parzialmente la bussola d’ingresso.
Come se volessero accertarsi che è finito davvero tutto.
Ma ai più attenti non sarà sfuggita una presenza nuova, che forse in passato i dipendenti della banca avevano invocato.
Se non dopo la prima, forse dopo la quarta o quinta rapina.
Al culmine dello scivolo, quello dal quale 24 ore prima è stato esploso il colpo mortale, ecco stagliarsi la figura, divisa marrone e cinturone nero, di una guardia giurata.
È la novità portata dai drammatici eventi dell’altro ieri.
Un deterrente, che forse contribuirà in futuro a scoraggiare qualche malintenzionato, deciso a riuscire dove Parisi e Gambetta hanno fallito.
Anche per i dipendenti è un altro giorno.
Altre volte hanno dovuto girare pagina in fretta e rituffarsi nella riutine dei depositi e dei versamenti.
Non sono tutti tornati alle loro scrivanie e alle casse, alcuni hanno potuto usufruire di un giorno di riposo.
Ansie e tensioni non si cancellano come il gesso sull’asfalto.
E forse è successo anche che ieri, qualche cliente all’oscuro di tutto, s’è domandato il perchè di quell’esitazione in più nell’aprirgli o di uno sguardo interrogativo riservato alla mano lasciata distrattamente in tasca.
E.B.

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