E l'anziana donna urlò: "MONGOLOIDE!"

Ieri ho assistito a questa scena; un'auto ferma alla destra della carreggiata.
Dal mezzo scendeva con una certa flemma una signora in pelliccia.
L'automobilista che seguiva doveva aspettare più del necessario per transitare.
Una timida protesta dell'uomo, dunque, col suono del clacson e un timido gesto.
Il marito della donna si allontanava alla guida del mezzo ; lei, prima di fare altrettanto, a piedi, rivolgeva all'automobilista "molesto" il seguente insulto: "mongoloide!" Sembrerebbe una scena di ordinaria vita quotidiana; ma di essa mi ha colpito in modo particolare l'atteggiamento combattivo della signora, sui sessantacinque anni, abbastanza ben curata.
Da una persona di età simile non ci si aspetta quel tipo di insulto.
Che fa riferimento alla sindrome di Down, particolare condizione dei cromosomi che genera bambini con ritardi cognitivi, dalle caratteristiche facciali che li fanno assomigliare alla razza mongola.
Nel caso specifico, chi ci è ostile in qualche modo o non si pone nei nostri confronti come si dovrebbe (anche se il torto è dalla parte di chi ha protestato coniando quel discutibile termine) è tacciabile di essere un "mongoloide".
Triste poi che l'insulto sia stato pronunciato, in questo caso, non da un giovane, ma da una madre (e probabilmente anche una nonna) di famiglia.
Da chi cioè dovrebbe dimostrare maggiore tolleranza ed equilibrio.
ROMOLO RICAPITO

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