E se dopo il divorzio l’ex coniuge volesse conservare il cognome del marito?

In Italia, a differenza di altri paesi come l’Inghilterra e l’America, la moglie aggiunge al proprio cognome quello del marito e lo conserva durante lo stato vedovile, fino a che passi a nuove nozze (art 143 c.c.).
Già nel 1961 la Cassazione, chiamata a chiarire se quello della donna fosse un diritto o un obbligo, aveva precisato che la moglie aveva il diritto, non l’obbligo, di aggiungere il cognome del marito al proprio.
In caso di separazione legale, la moglie non perde questo diritto in quanto il vincolo coniugale non perde i suoi effetti. In caso di divorzio, invece, la moglie perde il cognome in quanto, solo con esso, in Italia, si scioglie definitivamente il vincolo coniugale.      
E se la donna volesse essere ancora “la moglie di...” e conservare il cognome del marito? Di regola non è ammissibile, salvo che il giudice di merito, con provvedimento motivato e nell’esercizio dei poteri discrezionali, non disponga diversamente. Lo aveva già ricordato la Corte di Cassazione, nel...

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