E tu, politico, sei Bardo o Principe? Io Voto ShakeSpeare

Un confronto tra la "cosa pubblica" gestita da Shakespeare (passione e individuo) e da Macchiavelli (realismo e Sato) Ma davvero il peccato originale della politica è di non aver tratto insegnamento da Shakespeare e aver seguito invece la lezione di Machiavelli? Di Shakespeare filosofo politico parlano due saggi usciti di recente.
Il primo è un ampio lavoro d'impronta filosofica, di un intellettuale versato nel teatro, Franco Ricordi, Shakespeare filosofo dell'essere (Mimesis, pagg.
520, euro 28) che rintraccia nell'opera shakespeariana la denuncia di un totalitarismo fondato sullo spettacolo.
L'altro, più direttamente e interamente politico, è un agile pamphlet di Marco Follini, Io voto Shakespeare (Marsilio, pagg.
109, euro 10) dedicato alla coscienza perduta della politica.Sanguigno e celeste, tormentato e tempestoso, Shakespeare fu un ponte straordinario tra l'Inghilterra e la romanità, tra l'impeto barbarico e la civiltà umanistica, tra la solitudine del sovrano e gli umori popolari.
C'è nella sua opera il riassunto epico delle passioni pubbliche e private e della loro contrastata mescolanza, ma anche la forza di un pensiero davanti alla vita e alla morte.
Su di lui e sulla sua incerta biografia fiorirono leggende e dicerie, che resero il Bardo simile a Omero; una delle più colorite era che fosse di origine italiana e il suo cognome fosse la traduzione del nostro Crollalanza, proveniente dalla Val Chiavenna.Follini è noto come la Prima Crepa, il precursore sottile di Casini e poi di Fini nell'abbandono del centro-destra.
Passò in breve da vicepremier di Berlusconi alla Margherita.
Nella vita precedente fu democristiano e perfino demitiano.
Al di là delle sue posizioni contingenti, Follini è un politico-intellettuale che scrive cose non banali.
A suo parere Shakespeare rappresenta l'irruzione della coscienza come ombra inquieta del potere; la sua opera è anzi il racconto della coscienza e il richiamo alla responsabilità della politica.
L'antagonista di Shakespeare, secondo Follini, è Machiavelli: in loro Follini vede la contrapposizione tra la politica come tormento interiore e come pura e cinica dimensione pubblica.
È proprio Machiavelli a dire che i problemi della coscienza non riguardano la politica ma l'anima, la vita personale o il confessore.
Il libretto di Follini ha un'impronta luterana, oppone un mini-scisma protestante in chiave politica allo spirito pagano e perfino «cattolico» di Machiavelli (così lo interpretavano i suoi critici britannici).Ritengo improprio il paragone tra i due perché [...]

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