E. CARPENTER: "IL SESSO INTERMEDIO" SECONDA PARTE

III L’AFFETTO OMOGENICO Nelle sue varie forme, per quanto noi le conosciamo, l’Amore sembra sempre avere un profondo significato e anche una più pratica importanza per noi piccoli mortali.
In una forma, come semplice amore sessuale semi-cosciente che circola attraverso la creazione negli animali più semplici e nelle piante, esso appare come una specie di base organica per l’unità di tutte le creature; in un’altra forma, come amore di una madre per il suo bambino – che può anche essere definito passione – sembra promettere che si dedicherà alla cura e alla vigilanza della razza futura; in un’altra forma ancora, come matrimonio tra un uomo e una donna, diventa il vero fondamento della società mana.
E così possiamo credere a stento che nella sua forma omogenica, della quale qui ci stiamo occupando, non abbia anche un profondo significato e un’utilità e una funzione sociale che ci saranno sempre più chiare man mano che le approfondiremo.
A qualcuno forse parrà un po’ strano collocare l’ultima forma di affetto che abbiamo menzionato ad un livello di importanza pari alle altre e queste persone possono essere portare a negare all’amore omogenico, (1) quello omosessuale, quel carattere intenso, penetrante e a tratti prepotente che gli darebbe il rango di grande passione umana.
Ma in realtà questo punto di vista, se lo prendiamo attentamente in considerazione, nasce dalla mancanza di conoscenza dei fatti reali; e non sarà inopportuno qui, nel modo più breve possibile, prima di passare ad altre considerazioni, esaminare quello che la storia del mondo, la letteratura e l’arte hanno da dirci sotto questo aspetto.
Certamente, se affrontare un pericolo e sopportare un dolore e una fatica per il bene dell’amato, se il sacrificio, l’incrollabile devozione e l’unione per tutta la vita costituiscono prove della realtà e dell’intensità (e diciamo anche della sanità) di questo sentimento, allora queste prove sono state date in innumerevoli casi di questo affetto, non solo come esistente tra uomini ma anche tra donne, fin dall’inizio del mondo.
Le memorie dell’amore cavalleresco, le gesta dei cavalieri per il bene delle loro dame, le storie di Ero e Leandro, ecc., possono essere facilmente paragonate, se non sorpassate dalle storie dei commilitoni e tirannicidi Greci – di Cratino e Aristodemo che si offrirono insieme in sacrificio volontario per la purificazione di Atene; di Caritone e Melanippo,(2) che tentarono di assassinare Falaride, tiranno di Agrigento; o di Cleomaco che in modo [...]

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