ELEONORA D’ARBOREA

Conferenza su Eleonora d'Arborea e la Carta De Logu ELEONORA D’ARBOREA La regina-giudicessa, ultimo baluardo dell’indipendenza della Sardegna (1340-1403) Eleonora d’Arborea – Madona Elionor per gli Aragonesi – nasce probabilmente in Catalogna verso il 1340 da Mariano de Bas-Serra e da Timbra de Roccabertì.
Aveva due fratelli: Ugone e Beatrice.
Vive i primi anni della sua adolescenza in Oristano.
Quando nel 1340 muore il Giudice Pietro III senza lasciare discendenti, la Corona de Logu, che comprendeva notabili, preti e funzionari delle città e dei paesi, elegge il padre di Eleonora, Mariano IV, fratello del morto, che sarà Giudice dal 1347 al 1376.
Eleonora sposa, prima del 1376, il quarantenne Brancaleone Doria.
Questo matrimonio fa parte di un disegno per legare gli Arborensi con i Doria, antiaragonesi e che controllavano una gran parte della Sardegna.
Dopo il matrimonio va ad abitare a Castelsardo e ha due figli, Federico e Mariano.
Quando il fratello Ugone III si ammala si pone la questione della successione: Eleonora scrive al re d’Aragona chiedendogli di sostenere le ragioni del figlio Federico, e non quelle del visconte de Narbona, vedovo della sorella Beatrice morta nel 1377.
Ma Ugone viene ucciso nel 1383 nel suo palazzo a Oristano.
In questo clima di crisi e conflitti, nel 1383 Eleonora scrive al re chiedendogli di riconoscere il figlio Federico come successore di Ugone III.
Nello stesso tempo manda il marito Brancaleone a trattare con il re e scrive alla regina chiedendole di intercedere presso il re a favore del figlio, per poter porre così fine alla crisi che regna nell’Isola.
Il progetto di Eleonora era quello di riunificare nelle mani del figlio quei due terzi della Sardegna che Ugone, prima di morire, aveva occupato.
Questo disegno non piaceva al re, perché non gli conveniva la presenza di una famiglia tanto potente nel suo regno.
Brancaleone, nel frattempo, è trattenuto come prigioniero, ma Eleonora, per niente  ntimorita, persegue nella sua politica: si reca a Oristano, punisce quelli che avevano organizzato congiure e tradimenti e si proclama regina-giudicessa d’Arborea, secondo l’antico diritto regio sardo che permetteva alle donne di poter diventare sovrane.
Dopo lunghe trattative, viene liberato il marito Brancaleone il primo gennaio del 1390, in seguito alla pace stipulata nel 1388 fra Catalani, Aragonesi e la Casa d’Arborea.
Eleonora, però, ricusa gli accordi estorti malvagiamente e con grande tradimento e vilenza: quindi mobilita l’esercito al completo e in meno di [...]

Leggi tutto l'articolo