ELEZIONI 2013, ALFANO: "GRANDE COALIZIONE? È PRESTO"

Antonio Ingroia non è proprio soddisfatto del risultato elettorale di Rivoluzione civile, e attacca Bersani: «Il Pd ha stretto un abbraccio con Monti mortale per il centrosinistra che ha portato alla sconfitta o alla ingovernabilità.
Non mi pare un buon risultato e non mi pare si possa addebitare a Rivoluzione civile».
Lo ha detto Antonio Ingroia a Sky Tg 24. «Il centrosinistra ha rifiutato qualsiasi confronto con noi e questo è il risultato: Bersani porta la responsabilità di consegnare il paese o al centrodestra o all'ingovernabilità».
«Se Bersani avesse risposto al nostro appello - dice Ingroia - forse si poteva fare qualcosa di diverso».
E quanto al suo futuro afferma: «Io penso al futuro di Rivoluzione civile che non finisce oggi ma continua».
ALFANO: "GRANDE COALIZIONE? PRIMA VEDIAMO I RISULTATI" «Prima di parlare di instabilità bisogna verificare i risultati: al Senato c'è una coalizione che è arrivata prima ed è quella guidata da Silvio Berlusconi».
Così il segretario del Pdl, Angelino Alfano, risponde ad una domande sugli scenari futuri nella ricerca di una maggioranza al Senato.
Poi, il segretario del Pdl parla di Monti. Visto il risultato che emerge dalle urne, «avevamo indovinato il diminutivo» di 'centrino' dato alla coalizione di Monti durante la campagna elettorale - dice Alfano -.
«Per le recriminazioni e le occasioni mancate avremo modo di commentare a freddo, quando tutti i dati saranno consolidati».
PD SOTTO CHOC È tutta nell'immagine di Pier Luigi Bersani, chiuso da solo nella sua casa romana ad aspettare la fine dello scrutinio, la rappresentazione di un leader, ma anche di un partito, sgomento davanti ad un esito elettorale inaspettato.
Alla Casa dell'Architettura, che nelle speranze dei democrats doveva essere il luogo del festeggiamento elettorale, i giornalisti restano in attesa delle poche e incerte dichiarazioni ma i big, tutti rinchiusi a largo del Nazareno, non si fanno vedere fino a sera.
Finisce alle 16 l'euforia, seppur trattenuta dopo l'esperienza del 2006, in casa Pd.
Alla prima proiezione si capisce che la realtà, al Senato, è simile al peggiore degli incubi: non solo Beppe Grillo fa il pieno di voti ma, per usare la metafora bersaniana, il giaguaro è ben lungi dall'essere smacchiato.
E a Palazzo Madama prevale l'ingovernabilità con il centrosinistra perdente non solo nelle regioni in bilico ma anche in regioni, come la Puglia, date per sicure.
Nella sede del partito, al secondo piano, ci sono Massimo D'Alema, Walter Veltroni, Dario Franceschini, Piero [...]

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