ERNESTO BALDUCCI E L'UOMO PLANETARIO

Tipo: Incontri - Incontro del club/gruppo Inizio: domenica 25 aprile 2010 alle ore 9.00 Fine: venerdì 30 aprile 2010 alle ore 23.55 Luogo: EVENTO ONLINE :: 3° Canale :: DTB Channel & www.dontoninobello.it Descrizione UN'INTERA SETTIMANA DI LETTURA E ASCOLTO VIDEO-AUDIO DI RISORSE INTERAMENTE DEDICATE A ERNESTO BALDUCCI (6 agosto 1922 – 25 APRILE 1992) a 18 anni dalla sua scomparsa...
Come per ogni Evento su questo spazio invieremo un aggiornamento a tutti coloro che parteciperanno a questo evento online per ogni risorsa (documentale, audio, video) pubblicata...
Grazie :-) la Redazione ...........................
TEXT LOGHI EVENTO: «Nella generale eclissi delle identità il primo nostro dovere è di restare fedeli a quella che abbiamo costruito, con una variante però, che essa va ritenuta non come il tutto ma come un frammento del tutto, di un tutto ancora nascosto nel futuro.
Non ripudio me stesso, dunque, né mi converto ad altro: ripudio solo le forme e le pulsioni che mi vorrebbero condurre a fare del mio frammento la misura del tutto.
Come il vero Dio, cosi' anche il vero uomo è “absconditus”, e perciò io devo parlare di lui al futuro, anche se ne parlo a partire dal presente e con la massima fedeltà alle indicazioni del presente».
[ Ernesto Balducci e "L’uomo planetario" ] «La mia gente ha messo i piedi nella terra promessa della modernità proprio nel momento in cui la modernità è entrata in crisi, perché si sono spente davanti ai suoi occhi le luci del futuro.
Mi domando spesso se globalmente il quoziente di felicità di cui gode oggi il mio paese sia equivalente a quello che godevamo noi, stretti nel cerchio invincibile della miseria.
La risposta porterebbe lontano.
Meglio chiedersi, invece, se non sia venuto il momento di ricercare nelle riserve della memoria comune quel patrimonio culturale, nel senso antropologico del termine, che potrebbe favorire la ricomposizione della comunità umana, lacerata e frantumata dalla corsa al consumo, anche al consumo dei modelli di vita prodotti nelle centrali del potere economico, che per legge di mercato tende, col sussidio dei mass-media, ad appiattire la vita individuale e collettiva sui bisogni uniformi e spersonalizzanti.
Da qualche decennio la città ha perso il suo prestigio di forma esemplare della vita associata […].
Quel che manca ormai alla città è la capacità di fornire con la sua cultura un luogo alto di identità comune, una struttura simbolica di scambio tra cittadino e cittadino, tra gruppo e gruppo, un equilibrio tra i ritmi umani del [...]

Leggi tutto l'articolo