EVA REGINA

Ho testè acquistato un volumetto risalente al 1930, e che tratta di un argomento che trovo alquanto interessante.
La scrittrice è tale "Jolanda", che suppongo fosse una figura alquanto rappresentativa ai suoi tempi, e che devo ammettere di tanto in tanto si trova ad essere un'innovatrice.
Il libro si chiama "Eva Regina", è dedicato alla cugina del'autrice.
tale Clara Piva, e a pagina 5 riporta questa significativa presentazione:"EVA REGINA, il libro delle signore.
Consigli e norme di vita femminile contemporanea.
Eleganza - Bellezza - Amore - -Usi Sociali - Morale - Educazione - Igiene - Storia - Coltura."Ritenteno di farvi sicuramente cosa gradita, ne riporto alcune citazioni illuminanti, ben sapendo che me ne chiederete altre in futuro.
LA DONNA E L'AUTOMOBILE"L'automobile ha ucciso la bicicletta ed ha messo in seconda linea l'equipaggio e l'equitazione.
Il sogno di una signora elegante, giovine, vivace, non è più quello di pedalare veloce su una abile bicicletta dalle ruote simili a ragnatele d'argento, lungo le bianche vie suburbane; né quello di percorrere i viali mollemente adagiata sui cuscini d'una signorile Victoria o d'un maestoso Landeau; non è neppure il sogno di galoppare, stretto il corpo snello nella veste nera e prolissa, su un cavallo docile e pronto ad inseguire ogni chimera.
Il sogno di una signora moderna è di avvolgersi in un ampio mantello quasi informe che cancella ogni linea di grazia della persona; di fasciare la faccia in un fitto velo, e fra i sussulti spasmodici dell'automobile, il puzzo di benzina, la polvere, divorare insaziabilmente centinaia di chilometri, far colazione a Torino, prendere il the a Bologna, pranzare a Firenze, cenare a Roma.
La corsa, rapida fino all'ebbrezza, fino alla vertigine: la soppressione delle distanze, la vittoria sullo spazio e sul tempo.
L'automobile, ecco l'idolo del momento., l'idolo feroce che esige di tanto in tanto vittime umane: ecco il mostro per cui le più belle damine del secolo ventesimo riserbano i loro più espressivi sguardi d'ammirazione, di desiderio, d'invidia; le carezze più dolci delle loro mani inguantate, i sorrisi più luminosi e più alteri delle belle labbra giovanili.  (...) Per amore dell'automobile, la donna ha superato la fragile delicatezza, la sensibilità della sua natura; sfida il pericolo, si espone alle intemperie sciupandosi tutta la pelle, sopporta gli urti, il tanfo della benzina, la povere, i ceffoni del vento: giacchè non è dato a tuti di possedere un'automobile perfetta come quella della Regina Margherita che [...]

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