Ecco cosa interessa il furbastro Bersani

              I simboli ufficiali del pd-GS   Pressato da quella testa di cazzo filoamericanoide e blairoide (cioè ammiratore ed emulo di Tony Blair) di Matteo Renzi sindaco di Firenze part-time, ma confortato dalla mezza vittoria nelle amministrative siciliane (oltre il 50% di astenuti), l’apostata ruspante del comunismo, il traditore della classe operaia, il leccapiedi del grande capitale finanziario Pier Luigi Bersani si sta occupando della legge elettorale, fidando che dopo il voto politico di primavera – se non salterà e le elezioni saranno incostituzionalmente rinviate – si cuccherà l’ambita carica di presidente del consiglio, e si piazzerà con i suoi compari a Palazzo Chigi.
A Bersani non gliene frega un cazzo e meno di un cazzo, se il prossimo anno esploderà la disoccupazione in Italia, con prospettive greche o spagnole (ben oltre l’undici per cento previsto), se un’azienda su tre è in crisi e taglierà gli organici di conseguenza, se sono già previsti, per il 2013, ulteriori, disastrosi crolli della produzione e dei consumi.
Ciò che conta è garantire alla futura coalizione vincente alle prossime politiche – cioè la sua, perché così è già stabilito da Goldman Sachs – la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento.
E allora, perché quei rompicoglioni in declino di pdl e lega, assieme alla serpentesca udc che porta in trionfo Monti, all’improvviso hanno fatto passare un emendamento, in commissione affari costituzionali al senato, che fissa al 42,5% la soglia oltre la quale la coalizione vincente (cioè quella di Bersani) incasserà il premio di maggioranza del 12,5%? L'hanno fatto per fargli un dispetto, ben sapendo che è lui che deve vincere le elezioni e andare al governo? Eppure con l’udc non aveva fatto, Bersani stesso, un inciucio per le regionali siciliane, riproducibile il prossimo anno per le politiche … Ecco il problema che assilla Bersani e la gerontonomenclatura pidiina, ecco quel che conta veramente per tutti loro, essendo la condizione del paese irrilevante.
Con la scusa del rischio dell’ingovernabilità, il pd si oppone a questa soglia, che non raggiungerà mai, anche se è il vincitore prestabilito della competizione truccata.
Il solito contorsionista Bersani, che a ogni nuova uscita produce maggior disgusto, ha persino affermato che “noi non ci stiamo non per noi ma per l’Italia”! Per pararsi ben bene il culo, il pd aveva persino chiesto un premietto da erogare al partito di maggioranza relativa, dell’ordine di un “modesto” 10%, nel caso [...]

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