Eciton burchellii

Uccide 90.000 animali al giorno, consuma 28 tonnellate di cibo giornaliere, ed ha pure 700.000 bocche.
E' il più vorace predatore delle foreste pluviali amazzoniche, una colonia matura di Eciton burchellii.
Annunciata dagli strepitii degli uccelli mirmecofagi, l'attività di questo predatore comincia all'alba, ed, ininterrotta per tutto il corso della giornata, finisce al tramonto.
Dal bivacco coloniale - in cui risiede la regina ovideponitrice, protetta dai corpi ammassati di migliaia di proprie figlie - si distaccano continuamente migliaia di operaie bottinatrici di tutte le taglie, che seguono la pista di un'unica, grande colonna.
Una ventina di metri più lontano, questa colonna comincia a diramarsi in colonne sempre più piccole, dando origine ad un ampio fronte di caccia a forma di ventaglio.
Agli occhi degli animali più grandi, l'avanzata degli immensi sciami razziatrici di queste formiche legionarie appare come uno spettacolo naturale che si ripete quotidianamente, nel più basso livello delle foreste pluviali amazzoniche.
Agli occhi di tutti gli animali più piccoli, invece, gli sciami delle formiche legionarie rappresentano una minaccia costante, che si ripete di giorno in giorno.
Sul fronte di caccia, mentre le operaie di taglia maggiore seguono la massa delle sorelle più piccole, puntando le loro immense mandibole falciformi verso il cielo, in attesa di eventuali minacce, le operaie di media e piccola taglia si avventano contro qualsiasi animale si trovi nelle vicinanze.
Tutti gli insetti e gli altri artopodi, di dimensioni anche molto grandi, cadono facilmente preda degli efferati sciami razziatori di Eciton burchellii.
Queste formiche possono catturare ed uccidere, ma non mangiare, anche rane, serpenti, lucertole ed altri piccoli vertebrati.
Quando un'operaia dello sciame razziatore intercetta una preda, si avvicina a questa depositando sul terreno una traccia di feromone.
In questo modo le compagne dello sciame vengono reclutate e dirette verso la preda; questa viene in un primo momento paralizzata dalle forti punture di centinaia di formiche, e poi, se troppo grande, viene fatta a pezzi sul posto.
E' l'effetto complessivo del continuo instaurarsi di queste scie di reclutamento, che portano ogni volta al distacco di una colonna di bottinatrici a partire dallo sciame principale, a formare la vasta struttura a ventaglio caratteristica del fronte di caccia.
Fra le formiche legionarie, Eciton burchelli è di gran lunga la più nota e studiata, e quella le cui abitudini biologiche sono meglio conosciute.
La [...]

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