Edgar Allan Poe, il genio visionario

La scienza non ci ha ancora insegnato se la pazzia sia o no più sublime dell’intelligenza.» Il 19 gennaio 1809 nasce a Boston, nello stato del Massachusetts, Edgard Allan Poe, considerato uno dei massimi esponenti della letteratura americana.
Scrittore, poeta, critico letterario e saggista, rimane orfano in tenera età e viene adottato dai coniugi Allan.
Dopo cinque anni trascorsi in Inghilterra, in cui si appassiona ai classici della letteratura inglese e alle storie dense di mistero, torna negli Stati Uniti dove si iscrive all’Università della Virginia, a Charlottesville.
Costretto a lasciare gli studi dopo appena due anni per il suo comportamento scorretto, l’abuso di alcool e il vizio del gioco, precipita in una profonda depressione acuita da una delusione d’amore e dal rifiuto del padre adottivo di finanziargli gli studi.
Si reca a Boston per cercare di dimenticare gli ultimi eventi dolorosi della sua vita e pubblica a proprie spese il suo primo libro, “Tamerlano e altre poesie”, nel 1827.
Nello stesso anno si arruola nell’esercito statunitense, ma viene presto espulso per la sua insofferenza alle regole militari.
Diseredato dal padre adottivo nel 1834 che non ne approva lo stile di vita, Edgar comincia a guadagnarsi da vivere  diventando vicedirettore del Southern Literary Messenger di Richmond.
Sposa poi la cugina Virginia Clemm e scrive alcuni racconti e l’unico romanzo della sua vita, Storia di Arthur Gordon Pym.
Si trasferisce a New York e, a causa delle difficoltà economiche, è costretto a collaborare con molte riviste nelle quali pubblica i suoi scritti.
Ma lo stile gotico dei suoi racconti non viene compreso dal pubblico e, dopo la morte della moglie a causa della tubercolosi, lo scrittore piomba in una profonda disperazione che lo induce ad aumentare ancora di più il consumo di alcool.
Estrema povertà ed alcolismo segnano gli ultimi anni della sua vita e il 3 ottobre 1849 viene ritrovato in stato confusionale nelle strade di Baltimora.
Muore il 7 ottobre 1849 per cause incerte, poichè i referti medici e lo stesso certificato di morte non sono mai stati trovati.
Tra i suoi racconti, ormai noti in tutto il mondo, ricordiamo “Lo scarabeo d’oro”, “Il gatto nero”, “Il pozzo e il pendolo” e “Il corvo”.
Scrittore neogotico di cui ne riprende alcune suggestioni, si sofferma maggiormente sugli aspetti psicologici dei personaggi creati indugiando sulle ossessioni e gli incubi di ogni essere umano.
Per tale ragione viene considerato un precursore del Decadentismo.
Il suo genio [...]

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