Edward Hopper

          Se tu fossi qui e mi domandassi a che cardine devo accostare l’ora del mio destino, a che molo deve ancorarsi la vela della mia barca, dietro quale sipario devo lasciare il mio dramma quotidiano; ti risponderei dal profondo che la mia ora sovrasta il percorso e germina sotto il sole e si sparge come intermittente territorio d’occhi; che la mia nave è un’arteria lunga, veritiera, dove viaggia la linfa della terra come vegetale moltitudine  in cerca del giorno luminoso; che il mio dramma è il dramma dell’uomo, la condizione del mais, la resistenza della città assediata; un dramma che cela un desiderio collettivo di spezzare il pianeta e porre intorno al mondo un altro scenario.
                                           Simón Zavala Guzmán                                                                                                                                                                                da Roby                                                            ...

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