El Sistema

Si parte.
Che l’utopia diventi realtà capita raramente, ma se c’è di mezzo Claudio Abbado meno raramente che con altri.
Sta di fatto che è fissato per venerdì 19 (aprile u.s.
ndr), a Fiesole, un gran raduno di soprintendenti, direttori artistici e musicisti per discutere su come importare in Italia «El Sistema» venezuelano di José Antonio Abreu, il più completo, innovativo e soprattutto riuscito meccanismo di educazione musicale di massa del mondo.
Del «Sistema» di Abreu, 70 anni, economista e musicista, nipote del solito emigrato italiano (dall’Elba), ex ministro della Cultura, pluripremito e in odor di Nobel, si è molto parlato dopo che se ne sono innamorati personaggi come appunto Abbado, Simon Rattle o Placido Domingo.
Riassumendo: in 32 anni, «el Sistema» ha portato alla creazione di 150 orchestre giovanili e 140 infantili, insegnando a suonare uno strumento a 250 mila under 18.
Il tutto in un Paese povero, strappando i giovani musicisti alla violenza dei barrios.
Spiega Abreu: «Il progetto nacque con una finalità prevalentemente sociale: attraverso la musica, togliere dalla strada e riscattare dalla povertà bambini e ragazzi».
Con una spesa, tutto sommato, contenuta: attualmente, circa 40 milioni di euro l’anno, meno di quel che costa un teatro d’opera.
E con fiori all’occhiello che un teatro italiano si sogna, come l’Orchestra giovanile Simon Bolivar che va in tournée per tutto il mondo.
O Gustavo Dudamel, il direttore star prodotto dal Sistema, attualmente a capo della Los Angeles Philharmonic e, si dice, dal 2013 alla Scala.
O Edicson Ruiz, nato in un barrio di Caracas dov’è sconsigliato girare da soli, a 19 anni primo contrabbasso dei Berliner.
L’idea di Abbado è quella di applicare all’Italia la lezione venezuelana.
L’aveva già annunciato in tivù, nell’ormai celebre Che tempo che fa con Barenboim & Pollini.
Fra il dire e il fare ci sono di mezzo infiniti problemi ma, insomma, si parte.
E si parte da Fiesole, sede della più antica e radicata Scuola di musica italiana.
«Hanno aderito molte istituzioni, come il Massimo di Palermo, l’Accademia di Santa Cecilia, la Società del Quartetto di Milano – spiega il pianista Andrea Lucchesini, direttore artistico a Fiesole -.
A maggio faremo un convegno con Abbado e lo stesso Abreu.
Qualche politico è avvisato e ci assicura il suo sostegno».
In effetti, alla Camera giace un disegno di legge a firma Buttiglione.
Oggetto: «Istituzione della Fondazione nazionale per il sistema delle orchestre giovanili e infantili in [...]

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