Elezioni comunali 2015, Seregno: in Brianza campagna elettorale di Fi nel bar dell’armiere dei boss. Ora il ballottaggio

Seregno, piazza Vittorio Veneto.
Cuore del ricco comune brianzolo.
Terra operosa.
Ma anche terra di ‘ndrangheta, che qui ha saldi rapporti con la politica.
Come raccontano le tante inchieste antimafia che negli ultimi anni hanno dato scacco alle locali del Nord Italia.
E’ il 25 maggio.
La campagna elettorale dell’avvocato Edoardo Mazza, ex assessore all’Urbanistica della giunta uscente e candidato sindaco di Forza Italia – appoggiato dalla Lega Nord e da due liste civiche – è alle battute conclusive.
Per il gran finale doveva presentarsi Silvio Berlusconi.
Ma l’appuntamento salta.
A portare il suo sostegno in vista delle elezioni di domenica arriva allora Mario Mantovani, vice presidente della Regione Lombardia e assessore alla Sanitàdella giunta di Roberto Maroni.
Il bar “Tripodi pane & caffè” si affaccia sulla piccola piazza.
E’ qui che si tiene un rinfresco elettorale per Mazza, anche se quello non è un locale qualunque: appartiene ad Antonino Tripodi che nel 2010 finisce arrestato nella grande inchiesta Infinito contro la ‘ndrangheta tra Lombardia e Calabria.
Secondo i pm milanesi, Tripodi è legato alla locale di Desio.
Viene accusato anche diassociazione mafiosa.
Questa imputazione cade, ma non quella per detenzione di armi.
Che gli frutta una condanna definitiva comminata dalla Corte di Cassazione il primo maggio di quest’anno.
Nel lungo elenco delle armi conservato in un box di sua proprietà, i magistrati annoverano fra gli altri un fucile Beretta “avente canne mozze e calcio tagliato”, “Nr.3 saponette di esplosivo, verosimilmente Tnt“, “Nr.1 innesco temporizzato completo di timer”. Il nome Di Tripodi è finito anche nell’inchiesta della squadra mobile di Milano sulla banca della ‘ndrangheta, anche se non viene indagato.
Il 25 maggio, sostenitori e politici locali siedono a una ventina di tavoli dell’elegante bar.
A uno di questi una foto immortala l’aspirante sindaco Mazza (a sinistra), Mantovani, la candidata consigliera forzista Ingrid Albano, il candidato consigliere Stefano Gatti (sempre per Forza Italia) e l’imprenditore Antonio Lugarà che nel 1989 rimase vittima di un agguato insieme ai due fratelli Salvatore e Annunziato.
Gli aggressori trasformarono la loro Bmw in un colabrodo.
I tre vennero solo sfiorati dai proiettili.
Scesero dall’auto e risposero al fuoco con pistole regolarmente denunciate.
La sparatoria – ricostruirono gli investigatori – era da inserire in una guerra più ampia combattuta per aggiudicarsi appalti.
Sull’asfalto rimasero anche [...]

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