Elio Pandolfi a Vivaro Romano. Pensieri sparsi. "Lemmonio Boreo" di Soffici

Post 878Domenica 23 luglio abbiamo salutato al borgo il vigilissimo novantunenne Elio Pandolfi (nonna materna vivarese).
Come al solito col suo multiforme ingegno tragicomico ci ha divertito, e ci ha anche commosso, evocando, con la sua mimica e la sua voce inimitabili, vicende della sua infanzia e dell’adolescenza a me note, perché in parte convissute, ma non alla maggior parte del pubblico, che ha avuto la felice ventura di nascere negli anni del riposo di Marte.
Invitato cortesemente a rivolgergli parole di saluto, ho esordito forse per la prima volta in vita evocando in una circostanza non accademica Dante adattandolo, senza troppo sforzo, datasi la stazza del personaggio, e con un poco di ironia, all’uopo.
Ho esordito con Onorate l’altissimo Poeta / l’ombra sua torna ch’era dipartita…Fannomi onore e di ciò fanno bene… Biondo era e bello, e di gentile aspetto.
M’è bastato sostituire  ‘poeta’ con ‘maestro’,  ‘biondo’ con ‘bruno’ e il gioca era fatto.
Porlo …  sesto tra cotanto senno...

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