Elisa Battistini e Emanuele Piano,Accordi e polemiche.

Accordi e polemiche.
Liberi gli eritrei in Libia L’annuncio del governo, scambio di accuse con la Ue Sugli eritrei accordo raggiunto.
Lo ha annunciato il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi durante l’audizione alla commissione del Senato.
Mentre alla Camera, poche ore prima, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito aveva risposto al Question Time sulla situazione dei rifugiati in Libia.
Senza menzionare la novità poi “rivelata” dalla Craxi.
E alla Camera, a rispondere alle interpellanze non c’era nessun rappresentante del Viminale o della Farnesina.
Infine, mentre la Craxi presentava il “lieto fine” della vicenda degli almeno 245 eritrei deportati vicino a Sabha dal centro di Misurata, alla Camera si svolgeva una conferenza stampa molto bipartisan.
Livia Turco (Pd) con Fabio Granata (finiano del Pdl) accanto a Luigi Manconi, Savino Pezzotta, Jean Leonard Touadi, il  vicedirettore de L’Unità Giovanni Maria Bellu  e la direttrice del Secolo Flavia Perina.
Tutti assieme a chiedere impegni per l’emergenza.
Ma non solo.
Al di là “della tragica emergenza umanitaria – come l’ha definita il presidente dell’associazione a Buon diritto, Manconi – questa occasione deve essere un passaggio decisivo per i rapporti con la Libia”.
Per esempio, occorrerebbe inviare una “commissione ispettiva nei centri di detenzione – ha detto Granata – e ragionare sulla legge quadro sull’asilo politico che ancora manca” .
Per Livia Turco l’Ue dovrebbe creare politiche comuni sull’immigrazione, al di là della mera protezione delle frontiere.
“In questo caso – dice la deputata Pd – perché non creare un accordo per portare gli eritrei in Italia dove possono essere identificati? Perchè poi non ragionare con gli altri paesi sulla loro eventuale destinazione?”.
Mentre opposizione e finiani prospettavano soluzioni possibili, Stefania Craxi annunciava però l’intesa firmata dal ministro del Lavoro libico che libererebbe gli eritrei permettendo loro di risiedere in Libia.
Dove farebbero lavori socialmente utili.
“Oltre la metà di loro – ha detto la Craxi – ha compilato la documentazione per il rilascio.
Ma il nostro paese sarebbe anche disposto ad accogliere una parte dei detenuti”.
Frattini, dal canto suo, ha fatto sapere di essere soddisfatto.
Con polemica: “Abbiamo lavorato in silenzio, nell’assenza totale dell’Europa”.
Mentre Roberto Maroni ha semplicemente declinato ogni responsabilità del governo.
“Noi abbiamo un accordo bilaterale con una trentina di Paesi [...]

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