Elizabeth: The Golden Age

di Shekahr con Cate Blanchett, Clive Owen, Geoffrey Rush, Tom Hollander, Samantha Morton, Abbie Cornish, Adam Godley, Jordi Mollà.
  Gli anni d'oro del regno elisabettiano sono trasfusi in un paio di ore sostenute e barocche nelle quali solamente sua maestà Cate Blanchett riesce a non annegare nelle crinoline inamidate e nella dura legge del sequel.
Brilla senza sosta come una gemma tra i cocci di vetro.
Regina bellissima, brutta e sciatta e poi raggiante innamorata senza speranze per dovere di corte e - infine - fierissima elfa cavallerizza.
Shekhar Kapur realizza un denso e arzigogolato seguito di "Elizabeth" a distanza di quasi dieci anni, forte della presenza carismatica di Geoffrey Rush (il consigliori), del magnetismo di Clive Owen ovvero Sir Walter Raleigh (tutto d’un pezzo sulla prua del vascello reale contro la guerra che infuria) pregno di regali intrighi, battaglie al largo delle coste contro l'Armada Spagnola, vaticini oscuri e sotterranee invidie umane.
Re Filippo II di Spagna posseduto dal fervore religioso, con la complicità di Maria Stuarda (Samantha Morton) e il beneplacito della Chiesa, ordisce l'eliminazione della Regina bastarda per ristabilire l'ordine nelle cose.
Gli farà da braccio destro armato il clero, capitanato dall'emissario senza scrupoli (Rhys Ifans.) Maniera e virtuosismi asettici sono alternati a momenti di lucida inventiva (che fu l'elemento precipuo che ci convinse della bontà originale del primo episodio) e stagnanti pesantezze di narrazione, mixate a polverosa retorica e melensa sofferenza da regnanti.
In discontinuo equilibrio tra il fuilleton di classe e il desiderio di reinventarsi.
Monumentale, come gli abiti di satin e le parrucche perfette ma mancano immediatezza, novità e sporcizia graffiante.
        Dottoressa VB, concordo, un acclarato caso di orgasmo della tazzina, sì. 

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