Emergenza migranti, 93 siriani in Italia Gentiloni: "Europa a un passo da baratro"

Sono 93 i siriani, di cui 41 minori, considerati particolarmente vulnerabili, arrivati a Fiumicino grazie a un progetto pilota di corridoi umanitari promosso dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), dalla Comunità di Sant'Egidio e dalla Tavola valdese in accordo con i Ministeri degli Esteri e dell'Interno.
Il gruppo di profughi è arrivato dal Libano, con un regolare volo di linea, grazie a un visto per motivi umanitari rilasciato dall'ambasciata italiana di Beirut.
Ad accoglierli il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.
"Europa a un passo dal baratro" - Secondo il capo del Viminale "l'Europa è a un passo dal baratro", proprio a causa della chiusura di alcuni Paesi davanti all'emergenza umanitaria che di fatto blocca una linea corale per l'accoglienza dei profughi.
Gentiloni ha quindi espresso viva soddisfazione per l'iniziativa - della società civile in coordinamento con le Istituzioni - che consente ai rifugiati più vulnerabili "di arrivare senza subire la violenza e i ricatti dei trafficanti di esseri umani" e che, allo stesso tempo, rappresentata "un messaggio" all'Ue.
I 93 profughi siriani hanno lasciato l'aeroporto di Fiumicino a bordo di 5 pullman, diretti in altrettante regioni: 30 verso Trento, dove saranno ospiti della locale Diocesi, altri 2 gruppi verso Reggio Emilia e Torino dove troveranno sistemazione a cura delle parrocchie delle due Diocesi; 23 ad Aprilia, sistemati dalla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, che si occuperà anche di quanti saranno ospitati a Firenze.
Un ultimo gruppo resterà a Roma, a cura della Comunità di Sant'Egidio.
Tra di loro c'era chi sorrideva felice, chi abbassava gli occhi colmi di commozione.
Come ad esempio una famiglia con una mamma e un papà' che tenevano per mano i 5 piccoli figli, 4 maschietti e una femminuccia, che hanno a lungo salutato felici.
"Il progetto è un messaggio all'Ue" - Il loro arrivo, ha ribadito Gentiloni, manda "un messaggio" all'Europa, e non solo.
E cioè, che "non si riesce ad affrontare il tema dei grandi flussi migratori con le decisioni unilaterali, innalzando muri o steccati.
Queste - ha detto - sono decisioni pericolose e non funzioneranno.
Rappresentano solo un rischio per l'Europa".
"Per far davvero fronte al tema migratorio, abbiamo bisogno di azioni diverse", ha sottolineato il ministro.
"Certo Abbiamo bisogno della pace in Siria, e un filo di speranza si è aperto da sabato scorso con il cessate il fuoco", ma, ha detto, abbiamo anche "bisogno di moltiplicare la cooperazione con l'Africa, abbiamo bisogno [...]

Leggi tutto l'articolo