Emily Dickinson: vivere di (libera) poesia

(Articolo originale già apparso qui https://caffebook.it/2016/09/29/emily-dickinson-vivere-di-libera-poesia/)

Io sono nessuno! Tu chi sei?
Sei nessuno anche tu?
Allora siamo in due!
Non dirlo! Potrebbero spargere la voce!
Che grande peso essere Qualcuno!
Così volgare - come una rana,
che gracida il tuo nome - tutto giugno
ad un pantano in estasi di lei!
Questa è una poesia scritta attorno al 1860,  ma se ci dicessero che è stata scritta ieri  potremmo crederci tranquillamente (non conoscendola). Perché il suo linguaggio è assolutamente moderno e la riflessione a cui dà vita è senza tempo, anzi, a ben vedere è perfetta per i nostri giorni in cui tutti sembriamo così assetati di celebrità (anche se le nostre "rane" più che gracidare twittano, condividono, postano...). È una poesia sull'obbligo del dover essere per forza qualcuno, e tutto sommato proprio per questo definiti  e limitati; in effetti essere un nessuno ha in sé una maggiore libertà: se non si è nessuno  si è liberi da...

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