Emma, “Io sono bella”, la canzone scritta da Vasco un po’ meno

C’era molta attesa per il nuovo singolo di Emma Marrone. E il motivo è presto detto: le firme eccellenti di Vasco Rossi e di Gaetano Curreri degli Stadio, assieme a quelle dei giovani Gerardo Pulli e Piero Romitelli. Aggiungiamoci l’immodesto titolo auto-celebrativo – “Io sono bella” – e le premesse per il botto c’erano tutte.

Peccato però che, al netto della consueta energia pseudo-rock e di una carica interpretativa che – come sempre – suona più studiata che selvaggia, ciò che resta in mano sia un ritornello bolso e banale, a suggello di un testo che parte già come il più prevedibile dei monologhi a sfondo sexy (“Fammi godere adesso/ solo per un istante/ io mi accontenterò/ e ti amerò durante”). Roba che il Vasco di inizio anni 80 non sarebbe arrivato a scrivere nemmeno dopo un’abbuffata di ciccioli e lambrusco. Aggiungiamoci la proclamazione di indipendenza più telefonata di sempre (“Sono stanca di essere come mi vogliono tutti/ sono stanca di vivere come vorrebbero gli altri”) e...

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