Enna, Cgil, Cisl, Uil e Ugl: Stato agitazione lavoratori vigilanza

Inserita il 10/11/2007 alle 14:32:15 Enna, Cgil, Cisl, Uil e Ugl: Stato agitazione lavoratori vigilanza Enna.
Questa mattina assemblea unitaria delle categorie dei lavoratori della vigilanza privata.
Emanuele Velardita della Filcams-Cgil, Rita Mobilia della Fisascat-Cisl, Salvino Bombara della Uiltucs-UIL e Armando Cantoni dell’Ugl hanno dibattuto sulle problematiche dell’istituto di vigilanza KSM.
Alcune settimane addietro, l’azienda KSM presente in provincia di Enna da oltre 20 anni ha comunicato alle organizzazioni sindacali della necessità di ridurre il proprio organico di 18 unità su 41 operatori del settore.
Le organizzazioni sindacali durante la trattativa manifestavano grande preoccupazione per i licenziamenti che la KSM annunciava, ribadendo l’opportunità e soprattutto la necessità di rivedere la posizione aziendale assunta, in quanto questi licenziamenti rappresenterebbero un ulteriore perdita di posti di lavoro per l’intera provincia.
La causa scatenante di questi esuberi come afferma la KSM sono i mancati rinnovi contrattuali da parte della ASL 4 riguardanti gli ospedali di Nicosia, Piazza Armerina e Leonforte.
Le organizzazioni sindacali manifestano, inoltre, preoccupazione per la soppressione dei servizi di vigilanza presso i presidi ospedalieri e si interrogano anche sui livelli di sicurezza delle strutture interessate e, chiedono all’ASL 4 ed alle istituzioni quali soluzioni intendono adottare a salvaguardia dell’utente e del cittadino.
Per i ventilati licenziamenti della KSM le organizzazioni sindacali si sono immediatamente opposti alla scelta dell’azienda della cassa integrazione guadagni, contratti di solidarietà ed eventuali trasferimenti in altre province della regione siciliana dove la KSM è presente.
L’assemblea sindacale ha ribadito ed ha dato pieno mandato alle RSA aziendali ed alle segreterie provinciali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl di non firmare alcuna mobilità perché non ne sussistono le condizioni.
E’ stato anche sancito e proclamato la stato di agitazione della categoria ribadendo che qualora non si dovessero trovare soluzioni alternative alla ventilata mobilità, saranno costretti ad intraprendere azioni di lotta sindacale volte ad una soluzione positiva della vertenza.

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