Ennio Abate, Lettura di Franco Fortini

PROPOSTA DI LAVORO N.1 DEL LABORATORIO MOLTINPOESIA ottobre/novembre 2010: Lettura di Franco Fortini, Cos'è la poesia? Questa è la prima proposta di lavoro bimestrale  (ottobre-novembre 2010) del Lab.
MOLTINPOESIA.
Siete invitati a leggere e a commentare liberamente (poche righe o molte) questa intervista.
Ne discuteremo poi alla fine in uno degli incontri alla PALAZZINA LIBERTY.  Il testo è tratto dal sito della RAI  dove appare però corrotto: quando ricorre la 'è' appaiono tanti  .
[E.A.] INTERVISTA 1 Professor Fortini, proviamo ad iniziare in modo diretto, immediato, con la domanda essenziale: che cos’è la poesia? Rispondere è come se si volesse rispondere a "che cos’è l’uomo" o a "che cos’è il mondo".
Bisogna aggirare la difficoltà.
Ammettendo che si sappia che cos’è il linguaggio articolato di cui ci serviamo e quali sono i diversi aspetti, le diverse funzioni che coesistono in ogni atto del linguaggio, si può dire che nel linguaggio umano c’è una funzione che tende a mettere in evidenza soprattutto, o almeno in modo particolare, il linguaggio stesso, ad attirare l’attenzione sulla forma della comunicazione.
Ebbene questa è la funzione poetica.
Certo bisogna tener presente che quando si parla di poesia questa parola significa due cose: da un lato, appunto, un tipo particolare di discorso parlato o scritto che si distingue da altri modi di comunicazione; dall’altro, invece, un’attribuzione di valore per cui si dice "poesia" per dire qualcosa di bello, di importante, di riuscito, di meritevole di stima o di attenzione.
Nel parlare comune, "poesia" significa due cose: per un verso è un discorso, o ragionamento, o una comunicazione dove prevalgono elementi di ritmo e cadenze, di ripetizioni, di immagini che alterano i significati immediati e che gli conferiscono, oltre ai primi, anche significati interiori.
Per un altro verso, quando noi diciamo "questa è poesia" intendiamo in genere qualcosa di elevato e di nobile, di rassicurante o di commovente o di rasserenante, di vivace, pungente ecc.
Facciamo un esempio.
Se io dico: "Madre dei santi, immagine della città superna, del sangue incorruttibile conservatrice eterna" ecc.
- con quello che segue nella Pentecoste del Manzoni - posso dare importanza al ritmo, ai gruppi di sillabe, al sistema di accenti e di rime e naturalmente posso anche sapere, oppure qualcuno ce lo spiega, che in questo caso l’appello è diretto alla chiesa cattolica.
Invece se io dico: "Trenta dì conta novembre con april, giugno e settembre, di ventotto ce ne è [...]

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