Ennio Abate, Nove poesie da "La polis che non c'è.

Ennio AbateNove poesieda "La polis che non c'è.Straccetti, rodii, artigliate"(raccolta inedita)POESIA LUNGA DELLA CRISI LUNGHISSIMAA Gianfranco La Grassache fare compagni/ di speranze raggrinzite?/nella città si preparano non percepibili eventi/ dagli scantinati arrivano rumori di scalpelli/ e dopo pause allarmanti/schianti/ pavimenti immagino in disordine/ calcinacci/ assenze di mobilio/ e quanta industria culturale accolta in quei libri sparsi/ e negli opuscoli redatti su realtà provvisorie/ che ci convinsero a metà/ a tre quarti/ di sbieco/ conservati poi per scrupolo/ quando ancora c’illudevamo di sostituirli/ con dieci/ cento incontri/ spurgati dalle più equivoche passività/  lontani dal chiacchiericcio di via Vetere/ bandiera rossa/ sempre più stinta/ e penzoloni/ sotto le piogge lugubri/di inverni conclusi/ nei quali andarsene in giro ora/ traversando ancora la Milano guardata con sospetto e ira / in centinaia di cortei/ e ritrovar1a più immobile per noi/ che ci fingiamo estranei/ di passaggio/ e abbiamo occhi mollicci che più non prendono/ se non il chiacchiericcio testardo/ senza rigore/ dei pensionati/ e vorremmo ritelefonare/ ma non serve/ all’amico/ all’amica/ perduti di vista / ricontrollare distacchi/ inaridimenti/ sussulti di desideri affondati / inesplorate viltà/ sbrigative semplificazioni/carte dell'affanno/ rimescolatevi!/seguo ormai su radio e giornali/ la metamorfosi indisponente/ che si sporge/ in ansante cronachetta/ e annusamenti / d’un contorto elucubrare/ in cui pare che/ trapassando alla nuova fase/ (dicono così i più svegli/ i cinici a sufficienza/ ormai sfebbrati)/ sia stato partorito/ un pedestre giudizio universale/ con rantolare/ di pochissimi/ cadaverici personaggi/ o s'addensi/ nella quotidiana esistenza/ in tessitura fitta e veloce/ una pioggia/ di brevi/ bizzarri per lo più/ bisogni/ prima che il tergicristallo/(che chiamavamo storia) non li spiani/ impietoso/ per qualche giorno/ che si sa/ l'erba dei più arditi/ ricresce/ e resta sempre/ un triangolo d’ombra azzurra/ in cui s’accovaccia come bestia/l'attesa/ di far ruotare ancora noi/ ora così inesistenti/ i prismi delle nostre e altrui intelligenze e passioni/ in modo che un filo di luce/ assieme/ di nuovo strettamente/ visibilmente / le ricucia/ mentre invece il tergicristallo passa e ripassa/ e se pure insistono le gocce/ minuscole/ di cronaca  gelida/ si spiaccicano presto/ s’addossano languide/ se gonfie di passato/ scorrono/ illiquidendosi testarde/ e con loro ritornano/ preistorie insistenti/ [...]

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