Enrica Meloni giovane e valente poetessa

LE ESPERIENZE RAFFINATE NELLA POESIA di Francesco Casula L’elegante libretto “Eventi in versi” (Edizioni la rondine) raccoglie 50 poesie che si propongono al lettore – è scritto nella copertina – come la rappresentazione di un istante infinito, un frame di un lungo film che inesorabilmente segue il suo corso.
L’autrice è Enrica Meloni, giovanissima poetessa di Siliqua con la divorante passione per la scrittura.
Anzi:”per la sacral e poetica scrittura/mirabil mio vital alter ego” .
In cui denota  personale valentia poetica ma – a mio parere – anche un lungo tirocinio tecnico- stilistico e di esercitazione scrittoria in cui ha sottoposto la sua poesia a un processo di affinamento e di alleggerimento.
Pur con notevoli fili rossi che tengono insieme in un continuum tutta la raccolta e dove tutto è armoniosamente compaginato, credo di poter individuare come percorsi tematici preponderanti quelli più intensamente esistenziali: sia nei suoi momenti di vitalità, d’incanto e di “estasi amabile” che nella “scoscesa solitudine”, nell’”indelebile pianto” e nell’”impetuoso strazio”.
Vi sono poi i componimenti più intensamente lirici: con l’amore, il terriccio nel quale germoglia la vita; l’intricata trama degli affetti che ci avvolge e ci plasma; la dimensione della memoria, del “ rimembrar” e del rimpianto.
A questo punto il lettore potrebbe chiedersi: si tratta di poesie autobiografiche? Puntare semplicemente sulla biografia del poeta significa ignorare la fictio presente in ogni discorso letterario: ciò non significa non tenerla in debito conto, insieme al vissuto storico.
Ma la poesia di Meloni, pur non staccata dall’attrito della storia e pur nutrendosi di dati personali, pur intridendosi delle sue esperienze di vita, non si limita però a rappresentarle e per così dire a filmarle, le esperienze: ma le vela e le fascia.
Travestendole allegoricamente e assegnando loro i segni di una condizione umana più universale, trasformando sentimenti ed emozioni in una occasione di epifania rispetto alla pura realtà, scarnificando e ottundendo la condizione storica precisa ed evaporando la dimensione temporale e spaziale.
Con metafore ardite.
Con un lessico raffinato e prezioso, desueto e colto, annunciato dagli stessi titoli (Maieutica vitale, Funerea suburbia, Analessi di un pianto, Epifita solitaria).
Una poesia che è spesso difficile da capire.
Che esige uno scuotimento di tutto il proprio sapere, un farsi esile e inerme, un ridursi alla nervatura della foglia.
Per questo è [...]

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