Enrico Berlinguer, la sconfitta di un uomo perbene

Fonte: Il Fatto Quotidiano Politica | 7 Giugno 2019  Pierfranco Pellizzetti Sassari 25 maggio 1922, Padova 11 giugno 1984: l’arco temporale in cui si è svolta la parabola terrena di Enrico Berlinguer, grande capo dell’Eurocomunismo e icona di una politica a sinistra che ancora non aveva smarrito il proprio alto senso civile.
La biografia di un predestinato, come ricordava l’abituale sarcasmo di Giancarlo Pajetta: “giovanissimo si iscrisse al Comitato Centrale del Partito Comunista Italiano”.Nel 1972 viene eletto leader nazionale di un partito che, tra i due “pezzi da novanta” di destra e sinistra interne (il liberal-stalinista Giorgio Amendola e il Pietro Ingrao attratto dal movimentismo), opta per una scelta “centrista”; incarnata al meglio da questo 50enne cultore degli aspetti più rassicuranti dell’ortodossia e dal profilo un po’ grigio del perfetto funzionario gradito alle masse dei militanti.Eppure il prudente neo-segretario imprimerà un’accelerazione alla linea politica del Pc...

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