Enzo Bianchi sulle "malattie" della Curia Romana

Le quindici "malattie", riferite ai membri della Curia ed elencate da Papa Francesco poco prima di Natale       Desiderio di immortalità Martalismo (eccessiva operosità) Impietrimento mentale e spirituale (eccessiva pianificazione e funzionalismo) Sindrome del mal coordinamento ″Alzheimer spirituale″ Rivalità Vanagloria Schizofrenia esistenziale Malattia delle chiacchiere, delle mormorazioni e dei pettegolezzi Malattia del divinizzare i capi L'indifferenza verso gli altri Faccia funerea Malattia dell'accumulare Circoli chiusi Profitto mondano ed esibizionismi   Di seguito, il commento che ne ha fatto fr.Enzo Bianchi, priore della Comunità monastica di Bose   DA MILLE ANNI NESSUNO PARLAVA COSI'   di Enzo Bianchi Nei tempi recenti nessun Papa ha mai parlato come papa Francesco.
Ieri ha detto quello che pensa con parresia, tralasciando linguaggi allusivi e stile diplomatico.
Questo suo discorso echeggia quel che san Bernardo – monaco però, non Papa – osava dire nell’XI secolo al Papa e alla sua corte: parole che pochi altri seppero scrivere o proclamare a correzione dei vizi ecclesiastici nei momenti in cui si faceva urgente una riforma della Chiesa «in capite et in corpore».
Ma più ancora echeggia il Salmo 101, in cui il capo, la guida del popolo di Dio, promette al Signore non solo di camminare con cuore integro, ma anche di allontanare chi accanto a lui «ha il cuore tortuoso, l’occhio sprezzante e orgoglioso, chi denigra in segreto il suo prossimo, chi dice menzogne».
Papa Francesco conosce bene la psicologia degli «uomini religiosi», presenti un tempo tra gli scribi e i farisei, oggi tra i cristiani «in ogni curia, comunità, congregazione, movimento ecclesiale».
Non solo i padri del deserto dei primi secoli erano soliti stilare «cataloghi» di vizi e peccati «capitali»: ancora le generazioni di cristiani come la mia, formatesi prima del Vaticano II, avevano a disposizione prontuari di peccati «in pensieri, parole, opere e omissioni» per prepararsi al sacramento della confessione, così da compiere un esame di coscienza personale sulla propria inadeguatezza rispetto alle esigenze poste dai dieci comandamenti e, più in profondità, dal Vangelo stesso.
È a qualcosa di simile – forte anche dell’analoga tradizione loyolana – che ha pensato papa Francesco nel suo discorso alla curia romana in occasione del Natale.
Così ha esposto con parresia un dettagliato elenco di ben quindici «malattie dell’anima», dalla patologia del «sentirsi immortale o indispensabile», fino a quella [...]

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