Eolie&tesi di laurea

di Valeria Vitale Nel tragitto necessario per approdare su un’isola delle Eolie, l’attenzione viene naturalmente assorbita tutta dal mare, dominatore incontrastato e legittimante di ogni porzione di terra affiorante tra le sue onde: osservando le Eolie mentre si è in navigazione sembra che le particolari morfologie dei territori «tradiscono la loro nostalgia del mare quando una delle parti più esposte crolla e si deposita sui fondali»[1].
La morfologia di queste isole, nella loro asperità e singolarità composta di molteplici contraddizioni che colpiscono lo sguardo umano, appare quindi protesa verso il mare: in ciò si evidenziano caratteristiche dell’elemento marino quali l’assolutismo nei riguardi di qualunque cosa sia a contatto con esso e la contraddittorietà intrinseca in quest’ultima.
Le caratteristiche più estreme che finora sono state attribuite al testo-mare vengono puntualmente ritrovate nel mare delle Eolie, a partire dall’intensità stupefacente del colore fino ad arrivare all’indole sorprendente ed indomabile che lo porta ad oscillare tra umori cangianti: Il mare è cobalto e ha più livelli.
Non è più un unico mare, è spinto da desideri e angosce diverse.
Indole di ribellione, disprezzo e scherno verso chi lo naviga, spasmi e tremori, crudeltà, gioco, spacconeria.
Ora c’è un mare alto e un mare basso.
C’è un mare che va in una direzione e un altro mare che lo scarta di fianco e va a sbattere verso una parte che l’istante prima era sommersa.
Emerge qui proprio l’essenza spiazzante e ambivalente dell’elemento marino: esso confonde chi lo solca attraverso tutte queste differenti manifestazioni ma soprattutto nel momento in cui contraddice se stesso.
La sua indole si rivela capricciosa ma di ferma volontà, i suoi umori soggetti a cambiamenti anche bruschi e repentini ma dominatori inoppugnabili di tutto ciò che investono: il mare è dunque un ‘padrone’ eccentrico e mai prevedibile per ogni sua ‘creatura’, che però vi trova nondimeno una guida sicura e un punto di riferimento eccezionale per la sua esistenza, nonché una fonte di sostentamento, di ispirazione e di saggezza non certamente rinvenibile in un altro contesto paesaggistico.
Navigando tra le sette isole Eolie, forse in virtù della loro bizzarra quanto precisa disposizione geografica, ci si rende conto che esse: Non escono mai veramente dallo sguardo.
Circolano nel mare, si scambiano di posto, rimbalzano tra loro, scorrono sull’acqua come biglie su un tappeto di raso, e si riposizionano in ogni momento [...]

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