Eolie&tesi di laurea

di Valeria Vitale Proseguendo la circumnavigazione di Stromboli si giunge in quella che sarà l'ultima tappa concernente quest'isola-vulcano, una piccola frazione di essa che a causa della sua accessibilità assai limitata e del suo conseguente estremo isolamento è considerabile alla stregua dell'ottava isola delle Eolie: Ginostra.
A nord-ovest un promontorio divide la Sciara del Fuoco dalla borgata di Ginostra, che si adagia in un vasto anfiteatro con le sue casette dominanti precipizi rocciosi ingolfate tra fichi d'India e oliveti, che ammantano tutta la zona conferendole un incantevole tono idilliaco.
Ginostra è dunque 'incorniciata' dal tipo di territorio aspro e roccioso che come si è visto costituisce uno dei 'volti' principali del territorio stromboliano ed eoliano in generale.
La vegetazione di oliveti, capperi e fichi d'India ornano le non molte case dell'isolato villaggio sito alle pendici dello Stromboli, in una parte dell'isola «esposta da sempre alle peggiori inclemenze del mare che martella questo lato della costa in maniera incessante»[2].
Proprio per questa ragione fino a poco tempo fa Ginostra era sprovvista di un molo di attracco: le operazioni di imbarco e sbarco di merci e passeggeri venivano effettuate grazie ad una barca privata che faceva la spola tra le navi e la terra.
Questo fatto rappresentava una notevole attrattiva per l'estraneo-turista che lo osservava, specialmente dal mare: questo insolito modo di raggiungere la riva era senza dubbio la maggiore peculiarità della frazione stromboliana, dal valore estendibile a tutto l'arcipelago.
Ginostra assurgeva così ad emblema del più intrinseco e totale isolamento, come 'un'isola nell'isola'.
Da pochi anni si è riusciti a dotare il piccolo centro di un molo ma la situazione spesso risulta inalterata: il mare nella zona esprime non di rado i suoi aspetti più rudi ed imprevedibili, mettendo sovente a repentaglio il buon esito degli attracchi e nondimeno la stabilità delle imbarcazioni.
Il mare di Ginostra è precisamente quello che costringe il marinaio che lo affronta a dimostrare la sua reale conoscenza di esso e il livello di esperienza e di audacia che ha raggiunto nel solcarlo.
Sovente le operazioni marittime nello scalo ginostrese sono come una prova per coloro i quali si apprestano a svolgerla, una sorta di test di competenza marinara ad un livello insieme pratico ed attitudinale: la conoscenza della teoria infatti conta ben poco nelle situazioni estreme che si presentano nelle acque circostanti il borgo e che necessitano principalmente [...]

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