Eolie&tesi di laurea

di Valeria Vitale L'attività vulcanica a Salina è relegata a modesti residui postvulcanici che si verificano in prossimità della frazione di Rinella e consistono in un'emanazione sottomarina di gas e di vapori.
L'origine vulcanica di tali isole si esprime dunque anche a Salina, ma qui l'unica 'voce' udibile è costituita dal «misterioso borbottio dei due vulcani che si specchiano l'uno nell'altro»[1].
La rassicurante staticità di quest'isola permette così all'uomo di assumere un atteggiamento contemplativo e lungimirante non particolarmente favorito nelle restanti isole Eolie.
Questo testo-isola si dimostra quindi maggiormente marinaro, ponendo meno accenti su fenomeni vulcanici, asperità territoriali o zone inaccessibili: si dedurrà che l'impatto con esso è meno forte, e che esso non produca di conseguenza reazioni connotate da un elevato tasso emozionale.
Il movimento sull'isola di Salina è dato unicamente dal 'gioco' di sguardi e di rimandi dei suoi due monti-vulcani spenti, e dal fatto non trascurabile che è possibile accedere facilmente a tutte le frazioni di quest'isola grazie alla sua efficiente rete stradale.
Stavolta ci si rapporta con «un'isola normalissima, per questo unica»[2] nel contesto eoliano.
Salina è placida, e pensa solo a se stessa.
Sei isole su sette delle Eolie hanno un solo sindaco, Salina ha tre comuni e tre sindaci.
Qui non si vive nell'attesa che arrivi qualcuno da fuori.
Non si fa nulla per attirare gli sguardi altrui.
Emerge chiaramente da quest'ulteriore descrizione che Salina, nella sua 'normalità' e tranquillità piuttosto atipica per il suo arcipelago, presenta caratteristiche davvero peculiari e notevoli nel loro non essere rinvenibili su nessun'altra isola delle Eolie.
Essa mostra di avere una spiccata personalità tendente all'autonomia, portata a distinguersi dalle sue sorelle attraverso delle ben organizzate 'pratiche d'indipendenza': non molte isole infatti possono vantare ben tre comuni e tre sindaci, come anche il fatto di bastare a se stesse non ricercando l'estraneo che introduca novità nel suo assetto.
Si è quindi in presenza di un testo paesaggistico che sembra non aver bisogno del punto di vista esterno, ma naturalmente non è così e Salina lo esplica attraverso la cospicua esportazione dei due prodotti tipici eoliani più conosciuti, cioè i capperi e la malvasia, di cui è in assoluto la maggiore produttrice dell'arcipelago.
Questi sono gli importanti aspetti derivati dalle estese e curate coltivazioni di Salina, nonché i fruttuosi risultati della [...]

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