Eolie. Barconi e turismo mordi e fuggi

di Aldo Natoli Apprendo che è stata siglata un’intesa tra il Sindaco di Lipari, il Sindaco di Taormina ed i rispettivi Presidenti dalla Federalberghi per proporre un pacchetto unico che prevede un soggiorno spezzettato nelle due località.
Offerta di soggiorno che già da anni alcuni Tour Operator propongono con trasferimenti terrestri.
Anche se resto sempre convinto che queste “commistioni” servono solo ad indebolire l’immagine delle Eolie, soprattutto se si tiene conto che l’Agenzia Italia-ENIT ci informa che la tendenza dei viaggiatori è quella di evitare periodi lunghi di ferie, e che l’aggregazione contrasta con quella già attivata con il Distretto delle Isole Minori della Sicilia, non entro nel merito della decisione presa convinto che gli albergatori locali abbiano valutato bene la questione ed i rischi.
Non riesco però a comprendere come questo accordo, o baratto,  possa giustificare, o meglio possa servire a sanare, una programmazione promozionale già presa per incentivare il turismo di Taormina, e ben pubblicizzata alla ITB di Berlino, che prevede un collegamento giornaliero con un battello veloce da Taormina alle Eolie e viceversa in modo da diversificare e rendere più piacevole il soggiorno dei loro ospiti.
Mi sembrava di aver capito, dalle dichiarazioni fatte, che su questa iniziativa vi era il massimo divieto da parte del Sindaco di Lipari.
Ma alle doppie verità del  nostro Primo Cittadino ormai siamo abituati.
Se la politica dei barconi è considerata dai nostri Amministratori addirittura una risorsa, allora perché non creare un pacchetto Eolie-Nebrodi, Eolie-Milazzo, Eolie-Calabria, etc., etc.
Ritengo comunque che una decisione  così importante andava concertata con tutte le realtà economiche ed imprenditoriali dell’isola.
Certamente adesso che siamo tutti felici e contenti non possiamo più dichiararci contrari all’arrivo dei turisti “mordi e fuggi”.
Quindi sarebbe opportuno dotare in fretta i luoghi di sbarco almeno di servizi igienici e di un adeguato  prelievo dei rifiuti.
Voglio comunque precisare ai vari Commissari che gestire l’emergenza non significa soltanto arrogarsi  il diritto di decidere dove collocare  il depuratore, o spendere i soldi incassati dal ticket,   ma anche, e direi soprattutto,  attuare un attento servizio di prevenzione.
A che cosa è servito predisporre un piano di fuga in caso del giungere di uno tzunami o di simulare un’evacuazione, se poi non viene contingentata la presenza giornaliera di visitatori sulle varie isole? Cosa succederebbe [...]

Leggi tutto l'articolo