Episodio 2: Alberto Sordi

  ALBERTO SORDI Alberto Sordi OMRI[1] (Roma, 15 giugno 1920 – Roma, 25 febbraio 2003) è stato un attore, regista, cantante e doppiatore italiano.Quarto figlio di Pietro Sordi (1881 – 1941), professore di musica e suonatore di bombardino nell'orchestra del Teatro dell'Opera di Roma, e di Maria Righetti, insegnante elementare nata a Sgurgola (provincia di Frosinone), deceduta nel 1951, nacque nel quartiere popolare di Trastevere, lo stesso di Claudio Villa e di tantissimi altri artisti del primo dopoguerra; trascorse in parte i suoi primi anni nella cittadina di Valmontone[3].
Già nelle scuole elementari iniziò a improvvisare piccole recite con un teatrino di marionette per un pubblico di suoi coetanei, oltre a cantare come soprano nel coro di voci bianche della Cappella Sistina diretto da don Lorenzo Perosi.Cresciuto, studiò canto lirico e si esibì sulla scena operistica, come basso, per un certo periodo della sua giovinezza.
Nel 1936 incise un disco di fiabe per bambini per conto della casa discografica Fonit e con il ricavato partì per Milano, dove si iscrisse al corso di recitazione all'Accademia dei Filodrammatici.
Per trasferirsi al nord abbandonò gli studi all'Istituto di Avviamento Commerciale (conseguì comunque il diploma di ragioniere alcuni anni più tardi per fare contenta la madre[4]).
Sordi raccontò in una puntata del Maurizio Costanzo Show che un giorno, durante la frequenza dell'Accademia, l'insegnante di dizione lo chiama in disparte e gli dice: «Lei dice guèra, ma si dice guèrra».
Lui risponde: «Me se strigne 'a gola a di' guèrra».
Verrà espulso, proprio a causa della sua dizione dialettale.
Il diploma lo ottiene in seguito, come privatista.Una volta entrato nel mondo della celluloide, non trascurò le sue origini musicali: nel 1956, realizzò una commedia che narrava le turbolenti vicende di uno studente di canto, molto viziato, presuntuoso e mantenuto dall'esasperato suocero (Aldo Fabrizi), che aspira a calcare le scene della lirica.
Il film s'intitola Mi permette babbo! ed è diretto da Mario Bonnard; vi compaiono anche cantanti lirici che, all'epoca, erano delle autentiche celebrità, tra cui il poderoso basso senese Giulio Neri.Nel 1957 Sordi si iscrisse alla SIAE come suonatore di mandolino, strumento che conosceva bene dato che durante la seconda guerra mondiale aveva fatto parte della banda dell'esercito.
Ottenne la qualifica di "Compositore melodista"[5].
Rientrato nella capitale, nel 1937 trovò lavoro come comparsa a Cinecittà (appare nel film kolossal Scipione l'Africano in [...]

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