Eretici e città italiane nel Due-Trecento

Eretici e città italiane nel Due-Trecento - ...il Cavaliere porta la spada come ministro di Dio, loda i buoni e punisce i malvagi, ...
(San Bernar Eresia colta e popolare La storia dell'eresia nel Medioevo è tutt'altro che lineare.
Dopo le grandi contese trinitarie e cristologiche che affaticarono non poco la cristianità fra IV e VIII secolo, per un lungo periodo, grosso modo dalla metà dell'VIII alla metà del XII secolo, l'eresia praticamente scomparve dall'Europa cristiana.
Ci furono sì qua e là episodi definiti "ereticali", ma si tratta, nella stragrande maggioranza dei casi, di vere e proprie "stranezze", generate per lo più dal desiderio di uniformarsi all'insegnamento di monaci e di eremiti, tanto più credibili ed influenti sulla società dei laici quanto più distaccati dal mondo, e quindi legittimamente "eccentrici".
La nuova ventata ereticale che infuriò tra XII e XIV secolo si distinse nettamente da quella dei primi secoli del Cristianesimo.
Intanto per localizzazione geografica: mentre le controversie trinitarie e cristologiche agitarono soprattutto i fedeli dell'Asia Minore, dell'Africa settentrionale e della Siria, l'ambiente dunque eminentemente bizantino, con riflessi solo secondari, seppure in qualche caso rilevanti, in Occidente, i nuovi eretici sono attivi eminentemente nella Francia centro/meridionale e nell'Italia centro/settentrionale.
Secondariamente, se i dibattiti dei primi secoli trovavano un terreno fecondo in società fortemente acculturate, tanto che si diceva che perfino nelle piazze si discutesse normalmente di teologia, le eresie europee del basso Medioevo sono peculiari di non-dotti.
Non si tratta di esperti di retorica, o di logica.
Berengario di Tours, che non credeva nella realtà della transustanziazione, è un isolato.
Per lo più tra Due e Trecento noi incontriamo tanti anonimi o quasi Giuliano e Maria accusati di eresia.
Gli eretici basso medievali non hanno libri, né scuole, né maestri diversi dai genitori o da qualche predicatore di passaggio.
Una terza distinzione di non poco conto è rappresentata dalla presa sulla società.
Mentre le dispute teologiche dei primi tempi interessavano quasi esclusivamente i vescovi, le eresie bassomedievali si trovano diffuse all'opposto tra i laici di media condizione.
Anche per quel che riguarda il numero, i nuovi eretici sono sicuramente molti di più degli antichi.
Per queste ragioni anche l'impero e i comuni, oltre naturalmente le autorità religiose, furono obbligati ad interessarsi del fenomeno, non tanto per sincera fede [...]

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