Erika Gramaglia, Legge elettorale e circolo vizioso

    dA paginauno Comunicazione" 20 0ttobre   legge elettorale: tutti ne parlano, ma come funziona? La legge elettorale: tutti ne parlano, ma come funziona? La legge Acerbo del ’23, la legge truffa del ’53, il Mattarellum del ’93, il Porcellum del 2005… Ben lontana dall’essere qualcosa che “non interessa agli italiani”, come afferma convenientemente certa politica, in una democrazia rappresentativa la legge elettorale è il primo e più potente strumento di potere: i suoi ingranaggi sostanziano la volontà degli elettori in rappresentatività, plasmano la composizione del Parlamento, decidono quali forze politiche vi accederanno...
(leggi l'inchiesta) Il circolo vizioso di Erika Gramaglia L'ultima legge elettorale: le curiose analogie con la legge Acerbo del 1923 che segnò l'inizio del regime Nei mesi antecedenti le elezioni del 2008, molto si è parlato del sistema elettorale attualmente in vigore.
Poi le discussioni sull’argomento si sono sopite.
Quale senso ha, infatti, parlare di legge elettorale lontano dall’appuntamento con gli elettori? Eppure essa riveste un’importanza centrale, qualora si voglia affrontare il tema della governabilità e nello stesso tempo valutare l’effettiva rappresentatività delle forze politiche in Parlamento.
È innegabile che il sistema applicato nel conteggio dei voti influenzi il risultato elettorale e, di conseguenza, la formazione della maggioranza di governo.
Ora che torna ad aggirarsi lo spettro elettorale, la questione torna a scaldare gli animi.
Ma andiamo con ordine e partiamo dai principi cardine del diritto di elettorato.
La Costituzione, all’art.
48, stabilisce che il voto è personale ed eguale, libero e segreto.
Con perfetto ermetismo queste parole ne riassumono i connotati assoluti.
Esso è personale, non può quindi essere esercitato per procura; prescinde dalla condizione economica e sociale dell’individuo; attraverso la segretezza ne è tutelata la libertà da forme di pressione esterne.
Teoricamente i presupposti sono ottimi, tuttavia, perché il diritto di elettorato così come concepito dalla Costituzione sia effettivamente realizzato, è necessario un sistema di calcolo dei voti atto a garantirne la rappresentatività all’interno delle istituzioni.
Il quadro istituzionale delineato dalla Costituzione è una forma di governo parlamentare caratterizzata da un bicameralismo perfetto, frutto della mediazione in seno all’Assemblea costituente tra le forze di sinistra, sostenitrici del monocameralismo, e quelle cattoliche e liberali, che [...]

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