Estetica

Definizione di "Estetica": etimologia: dal greco "aisthànomai"= percepisco con i sensi, sento, e "aisthesis"= sensazione Nell'uso corrente questo termine sta a indicare "aspetto esteriore", quindi ciò che appare ai sensi, in particolare alla vista.
In ambito filosofico il suo significato prevalente è di disciplina riguardante il bello (naturale e in particolare artistico), la produzione e i prodotti dell’arte, il giudizio di gusto su di essi.
L'uomo ha a che fare con l'estetica sotto molti aspetti: egli crea la bellezza e l'arte, le valuta, partecipa ad esse in quanto artista, in quanto fruitore - spettatore, e in quanto critico.
Nel corso dell'anno studiando alcuni filosofi vedremo come le loro idee sull'arte e sulla bellezza hanno influenzato l'opera degli artisti, o come al contrario le idee presenti nelle opere d'arte (dalla poesia alla musica, alla scultura, alle arti visive) sono presenti nelle concezioni dei filosofi.
Vedremo come l'idea di arte o di bellezza o il valore dato al godere delle opere d'arte sia cambiato nel corso della storia, o ci stupiremo di come in Occidente alcuni valori ritornano sempre in auge, dall'antichità greca fino ad oggi, ad esempio l'idea di proporzione o armonia, o simmetria, ecc.
L’ESTETICA PITAGORICA Il termine “armonia” è fondamentale per l’estetica pitagorica: per Pitagora e i suoi seguaci l’armonia rappresenta qualcosa di bello e positivo, qualcosa che è nel cosmo e quindi deve essere presente anche nell’opera d’arte.
Pitagora individuò la presenza di un ordine matematico nell’acustica, perché ascoltando gli strumenti a corda vibare notarono che il suono più armonioso era creato quando tra le corde c’erano rapporti di grandezza ben precisi, Secondo un aneddoto la scoperta avvenne percuotendo un'anfora ripiena d'acqua che poi, riempita ulteriormente, emetteva la stessa nota ma più acuta.
Esistono diverse varianti dell'aneddoto, Giamblico di Calcide, ad esempio, raccontò che l'intuizione di Pitagora sarebbe merito di un fabbro che martellava il ferro con mazze di grandezze diverse: tra i tintinnii che venivano prodotti dai colpi alcuni risultavano più gradevoli di altri.
Fu così che Pitagora scoprì che i martelli i cui pesi stavano in precisi rapporti producevano dei suoni consonanti, cioè suoni gradevoli che danno un senso di riposo.
Le consonanze fra i suoni furono studiate dai pitagorici analizzando i suoni prodotti dal monocordo, uno strumento costituito da una corda tesa tra due estremi fissi, al di sotto della quale scorre liberamente [...]

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