Etica ed estetica … Età contemporanea – Nano Disneyano

Tornando ai nani, come visto quelli della fiaba di Biancaneve hanno una loro propria autonomia storica e culturale che deriva da antichissime tradizioni popolari di origine celtica e germanica.
Secondo una teoria elaborata nel 1986 dal ricercatore Karl-Heinz Barthels la storia di Biancaneve sarebbe stata ispirata da una vicenda realmente accaduta in Germania nel XVIII secolo, quella di in Maria Sophia Margaretha Catherina von Erthal.
La nobile aveva perso la madre in età giovanile e suo padre si era risposato con Claudia Elisabeth von Reichenstein, che aveva usato la sua nuova posizione sociale per favorire i suoi figli di primo letto La ragazza sarebbe stata addirittura costretta a lasciare il palazzo per vivere nei boschi lì attorno.
In questi boschi erano presenti numerose miniere di carbone, nelle quali, a motivo degli stretti cunicoli, venivano impiegati uomini di statura molto bassa quando non addirittura bambini.
Tanto per rimarcare la differenza tra realtà e favola, la cera Biancaneve, Maria Sophia Margaretha Catherina Erthal, che assassinata.
  Ja detto male a sta Biancaneve vera!   Questi nani di Biancaneve, tramite cui i fratelli Grimm si riproponevano di dare una testimonianza delle tradizioni popolari orali, sono sostanzialmente indistinguibili l'uno dall'altro: non hanno nomi, né carattere, nemmeno vengono descritti morfologicamente, non hanno individualità, se fossero stati uno solo sarebbe stata la stessa cosa.
Nel 1937 la rivoluzione di Walt.
Disney fa diventare i nani dei tipi individuali: ognuno con un nome ed una personalità, dandogli pertanto un carattere seriale, facendoli quindi diventare elementi di una serie collezionabile.
  Pensavo che li nani de le favole fossero già come quelli de li cartoni, invece se t'ho capito er nano come se conosce oggi se l'è inventato Disney.
  Proprio così, Walt a ricoperto tutta la precedente tradizione favolistica sui nani con il suo immaginario.

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