F.I.V.A.

dal sito dell'INAIL: Amianto, la risposta francese al problema   9 aprile 2009.
Ottocento casi di mesotelioma l'anno.
Nel 2001 è stato istituito un fondo per le vittime al quale ogni anno giungono 20-25mila domande PADOVA - "Amiante" e "amianto": due parole simili nella forma, identiche nella sostanza, nemico comune di due nazioni che oggi si mettono a confronto, dialogano, si scambiano esperienze.
Tra Francia e Italia molte sono le affinità in materia di mesotelioma, tumore che colpisce le persone esposte ad amianto: simili i numeri, uguali le cause Il sistema francese di riconoscimento e indennizzo si dimostra collaudato ed efficace, capace di dare risposte concrete in termini economici e con tempistiche ridotte.
Ne dà prova Marcel Goldberg dell'Inserm, Unità per la sanità pubblica, che ha raccontato oggi a Padova l'esperienza d'Oltralpe.
La Francia così come gli altri paesi europei ha registrato un aumento progressivo della malattia dagli anni Ottanta fino a oggi e gli scenari futuri dividono gli esperti tra ottimisti e pessimisti.
Sta di fatto comunque che dal 1997, anno in cui l'amianto è stato proibito, fino al 2005 la malattia sta aumentando con un andamento lento ma inesorabile.
Ad oggi sono circa 800 i nuovi casi di mesotelioma l'anno, di cui 600 riguardano uomini.
Ma non tutti i settori sono a rischio allo stesso modo: "In genere il 25% dei lavoratori salariati è stato esposto almeno una volta nel corso della propria vita lavorativa - spiega Goldberg -, mentre il dato arriva al 50% per gli artigiani".
Le triste classifica delle professioni più a rischio vede al primo posto chi lavora nella cantieristica navale, con una possibilità di ammalarsi dieci volte superiore a chi fa altri lavori.
Seguono gli idraulici, a rischio sei volte in più rispetto agli altri.
La malattia colpisce invece le donne soprattutto per un fattore ambientale, dovuto cioè alla vicinanza a strutture con amianto.
Dati alla mano, il governo francese decise nel 2001 di intervenire a favore delle vittime istituendo il Fiva, un fondo per le vittime che ora è in grado di trarre un primo importante bilancio: "Sono circa 20-25mila le domande che ci arrivano ogni anno, di cui il 75% sono nuove, mentre il 25% è la richiesta di revisione di una situazione già indennizzata".
L'85% dei casi sottoposti al Fiva sono già riconosciuti come malattie professionali dalla cassa d'assicurazione.
L'esperienza francese si pone come esempio per diverse sue caratteristiche: in primis la tempestività, garantita dall'obbligo di dare una risposta alla [...]

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