F1, le pagelle di fine anno: ecco promossi e bocciati

La bandiera a scacchi è scesa per l'ultima volta e già il pensiero ora corre al prossimo campionato, si spera un po' meno scontato di quest'anno nel risultato finale.
Le classifiche stanno lì, ormai immutabili, però i numeri non dicono tutto, e allora proviamo a ragionare su chi sono i veri vincitori e vinti di questo Mondiale 2015, e perché.
Mercedes Lewis Hamilton: ha dominato, ha vinto il 3° titolo iridato che lo consacra tra i grandissimi, eppure non ha convinto.
Perché un grandissimo non butta una gara per timori irreali come ha fatto lui a Montecarlo, nè ha cadute di intensità come gli è accaduto prima in Spagna e poi dopo la conquista del titolo nelle ultime tre gare della stagione.
Se a questo aggiungiamo che con quell'auto lì uno nella peggiore delle ipotesi arrivava comunque secondo e che la concorrenza interna ai box - l'unica possibile - è stata tutt'altro che irresistibile, viene da pensare che non è tutto oro quel che luccica.
Con tutto il rispetto, s'intende.
E allora voto 8: ha vinto, ma stavolta non ha convinto.
Nico Rosberg: a Mondiale ormai perso ha iniziato a marciare come un campione, complice la pennica di Hamilton.
Però la verità è che a differenza dello scorso anno non è mai stato in grado di lottare con l'inglese, di mettergli pressione, e quando si sono trovati a contatto diretto - solo alla prima staccata del primo giro...
- ha sempre subito l'aggressiva determinazione di Lewis.
Così, se Nico aveva perso tutto sommato con onore il Mondiale lo scorso anno, quest'anno nessuno ha mai realmente creduto che fosse in lizza per il titolo.
Forse nemmeno lui. Voto 5, rinunciatario.
Team: un altro mondiale dominato dall'alto di una supremazia tecnica che non è stata solo di motore, ma anche di telaio e aerodinamica.
E allora niente da dire, complimenti meritati.
Però, proprio per la superiorità espressa, ai box potevano risparmiarsi la sceneggiata delle strategie imposte e uguali per i due piloti, con l'unico risultato di togliere l'ultimo spiraglio di interesse che poteva ancora esserci nella lotta per la vittoria.
Come se i loro piloti avessero bisogno di una balia virtuale... Voto 10 per il risultato, 5 per lo stile.
Ferrari Sebastian Vettel: è arrivato in Ferrari come pluricampione da ricostruire, è finita che ha ricostruito lui la squadra (insieme ad Arrivabene).
Due gare storte, in Bahrain e in Messico, ma per il resto la certezza di avere tratto sempre il massimo da una monoposto buona ma non eccezionale.
Incluse tre vittorie.
Soprattutto, senza rinnegare il proprio [...]

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