FACTUM EST: DALLA SOLIDA PIETRA, UNA VITA

DOMENICA 7 APRILE 2013IL FACTUM ESTdi Giovanni Testoricon Andrea SoffiantiniAntica Cava di OrnacassoOre: 16,30 - 18,30Per prenotazione biglietti:349/09737890324/482657www.cedac.info“Factum est non è un monologo sull’aborto: è un monologo sulla vita… Il mio testo non riguarda la legge, bensì l’inevitabilità e la dolcezza del venire al mondo, del diritto di crescere e di essere, della vita, insomma.
Indico naturalmente una ferita, dentro cui sta la verità prima da cui discendono tutte le altre”.
(Giovanni Testori)Così l’Attore Andrea Soffiantini racconta la genesi dell’opera: “Quando gli chiesi come comunicare attraverso il mestiere del teatro la vita, quando a me non usciva che un balbettio… non mi rispose; si girò verso di me, mi guardò per qualche istante, poi si allontanò portato via dalla scala mobile… (eravamo al settimo piano della Rinascente a Milano).
Dopo solo una settimana avevo già le prime pagine di un suo testo teatrale scritto per me e che iniziava con un balbettio”.Basta qualche manciata di sillabe sconnesse e la voce di Soffiantini entra immediatamente in sintonia con lo spettatore che, progressivamente, straniato, turbato e attratto, viene raccolto e trasportato lungo una breve storia in 14 stazioni, narrata in prima persona da un bambino nel grembo di sua madre, costretto a conquistare il dono della parola, per convincere i propri genitori a non rinunciare a lui. Un attacco straordinario in cui lo scrittore ci mostra il momento esatto della creazione, che è insieme nascita di una nuova vita, ma anche atto di formazione della parola stessa.Ora, il “Factum est” diviene la possibilità di dare carne alla parola e parola alla carne.Per questo, nell’opera di Testori, almeno dalla fine degli anni Settanta, la scenografia viene praticamente annullata e la forma usata è quasi sempre il monologo.
Sta tutto lì.
Nella parola.
Nell’incarnazione della parola, che è incarnazione della vita, che dà voce alla vita. È un’incarnazione che si perpetua da oltre trent’anni immutata, eppure è sempre appena sorta, grazie all’attore che porta in giro questo spettacolo cucitogli addosso come il più caro degli attributi. Perché il teatro non è un film mandato in loop.
Il teatro è vita che accade ogni sera, una vita di cui noi spettatori siamo parte ineliminabile e che è destinata a cambiarci, impercettibilmente e inesorabilmente. 

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