FAME NEL MONDO: quando un piccolo gesto può fare la differenza

  D.ssa Maria Concetta Digiacomo, medico di famiglia Quando si parla di Fame nel mondo, si rischia troppo spesso di fare un discorso demagogico e in quanto tale può non essere sentito dai più.
Spesso il problema viene vissuto come qualcosa che non possiamo modificare.
Nel nostro piccolo,  nel nostro vivere quotidiano, possiamo pensare di fare beneficenza aiutando i più poveri, facciamo delle donazioni, aiutiamo delle associazioni umanitarie di cui ci fidiamo, ma a volte basta anche un gesto apparentemente  insignificante, che invece ha delle ripercussioni veramente rilevanti.
Vorrei  così dare un messaggio semplice, apparentemente poco significativo, ma al tempo stesso di sostanziale rilevanza.
I numeri - 900 milioni di persone soffrono la fame e ben 2 miliardi sono quelle mal nutrite;  - ogni anno 11 milioni di bambini muoiono per cause facilmente prevenibili (basterebbe molto spesso che avessero almeno accesso all’acqua e che questa fosse potabile).
Molti altri ancora si “perdono in mezzo ai vivi”, resi invisibili dalla miseria.
Di loro si perde ogni traccia, perché mai registrati alla nascita, perché rimasti orfani in età troppo tenera o perché finiti con in mano un fucile in un inferno molto più grande di loro, o finiti nel giro della prostituzione o finiti nel macabro, ma molto ben orchestrato (ad alti livelli!!) giro del traffico illegale degli organi!!  - Oltre 600 milioni di loro, sotto i 5 anni di età, sopravvivono con meno di 1 dollaro al giorno, 200 milioni sono affetti da rachitismo per malnutrizione e oltre 110 milioni non vanno a scuola.
  Dall'altra parte...

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