FEDERALISMO FISCALE - PRIMI PROBLEMI: LE RISORSE

Il 2011 vedrà finalmente attuarsi la prima fase della realizzazione del cosiddetto Federalismo Fiscale: il passaggio di competenza a Regioni, Province e Comuni di un certo numero d’imposizioni fiscali, che andranno a sostituire il gettito prima erogato a quegli stessi enti dallo Stato, che costituiranno il primo e fondamentale tassello della reale autonomia di questi; fornendo loro i mezzi necessari a realizzare in proprio la spesa pubblica locale.
Senza entrate sicure e adeguate è ovvio che nulla si realizza e nulla si può decidere e gestire.
Una prima analisi compiuta dal PD (Partito Democratico), comparando quanto lo Stato ha assegnato agli Enti Locali nel 2010 con quanto potranno raccogliere nel 2011 in base alle attribuzioni di competenza in materia fiscale sembra però riservare amare sorprese per alcune realtà locali, nello specifico i capoluoghi di Provincia; le diverse realtà economiche e sociali finiscono con il produrre risultati differenti e in molti casi assai minori di quanto necessario al mantenimento dell’attuale spesa corrente.
Com’è facile immaginare è ancora il divario di sviluppo sociale fra Nord e Sud a proporsi drammaticamente; là dove minore è stato lo sviluppo di attività produttive e la distribuzione di ricchezza minore sarà il gettito fiscale che consentirebbe di fare “cassa” e, di conseguenza, ancora minori saranno le possibilità di spesa e di sviluppo (anche solo di mantenimento) del livello di qualità della vita.
Riportiamo qui di seguito due brevissimi articoli che introducono il problema, accompagnate dai riferimenti internet per andare a visualizzare le fonti originali e approfondire.   Federalismo, Pd:"Stangata a Comuni" "Sindaci perderanno fino a 445 milioni" Per il sistema dei Comuni italiani il federalismo fiscale rischia di essere una vera e propria stangata, con una perdita di risorse per i sindaci che potrebbe ammontare a 445 milioni.
Lo sottolinea il senatore Pd Marco Stradiotto, presentando una ricerca sui dati della Commissione per l'attuazione del provvedimento.
A guadagnarci saranno i Comuni più ricchi.
Danneggiati quelli già in difficoltà, come Napoli e L'Aquila, e quelli meridionali.
Stradiotto ha messo a confronto i trasferimenti dallo Stato ai Comuni nel 2010 da un lato, e dall'altro il totale del gettito dalle imposte devolute in base al decreto attuativo sul fisco comunale (tassa di registro e tasse ipotecarie, l'Irpef sul reddito da fabbricati e il presunto introito che dovrebbe venire dalla cedolare secca sugli affitti).
Risultato, dai 6 [...]

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