FORMULA 1... CHE PASSIONE!

Michael Schumacher per me resterà in eterno una leggenda, un campione dal talento indiscusso, uno spettacolo per gli occhi e per quei meccanici che, sotto sue precise indicazioni, per ben 11 stagioni gli hanno consegnato una macchina capace di vincere ovunque e di far riecheggiare il nostro inno nazionale in ogni angolo del mondo ma andiamo con ordine...
La scuderia Ferrari è senz’ombra di dubbio il mio primo amore, una passione nata in tenera età e rimasta tale sino ad oggi.
Il ricordo più lontano che ho al riguardo è legato all’ultima gara del mondiale del 1984, in cui Niki Lauda, al volante della sua Mc-Laren-Porsche, riuscì a spuntarla per solo mezzo punto sul compagno di squadra Alain Prost, ma non escludo che la seguissi già da qualche anno.
Da allora, ogni volta che si disputava un gran premio o le relative prove, restavo incollato allo schermo assieme a mio fratello Tiziano.
Anni duri quelli, la Ferrari non era competitiva e le delusioni si susseguivano ma c’erano nomi eccellenti a tenere alto lo spettacolo e le gare erano sempre piacevoli, sicuramente più di oggi visto che non disponevano della tecnologia odierna, alchè il risultato finale era legato esclusivamente alla bravura del pilota e non ai vari interventi dai box per regolare al computer questo o quel particolare; i tracciati, inoltre, erano davvero belli e garantivano ripetuti sorpassi, cosa che ormai non avviene quasi più perché si pensa più al business che a mantenere viva la competizione, correndo anche in mezzo al deserto o comunque in piste che lasciano a desiderare.
Come dimenticare le sfide tra Prost e Senna, che tra il 1985 e il 1993, si spartirono sette mondiali sui nove disputati… La scena era tutta per loro, gli eterni rivali che si diceva addirittura si odiassero ma che, in verità, provavano gran rispetto l’uno per l’altro, per quanto non si poteva certo affermare fossero amici.
A mio avviso, Senna non era solo il migliore pilota all’epoca ma anche un grande uomo, una persona gentile, carismatica, generosa che si faceva ammirare in pista come nella vita privata, uno sportivo amato da tutti e che attendeva solo che la Ferrari diventasse più competitiva per  potervi approdare.
Quando perse la vita dopo un pauroso incidente, il 1 maggio del 1994 ad Imola, piansi tantissimo… Abitavo ancora a Torino e nella mia camera decisi di appendere un suo poster, il minimo che potessi fare per ricordarlo.
Quel mondiale lo vinse, come il successivo, il giovane Michael Schumacher, alla guida della Benetton, passato alle scuderia [...]

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