Fabrizio Palenzona: Infrastrutture e fondi privati le parole dimenticate

Fabrizio Palenzona, presidente dell’Aiscat, commenta l’articolo di Alberto Meomartini in materia di Infrastrutture e regolamentazioni statali per la crescita economica del Paese Fabrizio Palenzona in una lettera al Sole 24 Ore: “Merita di essere ripreso e approfondito il contributo di Alberto Meomartini in materia di infrastrutture, apparso domenica sul Sole 24 Ore.
Il segno che, in un paese dominato dal gossip e dal qualunquismo, intorno al tema dell'economia si riuniscono ancora persone di buon senso che prescindono dagli interessi della piccola politica e si preoccupano del futuro è, di per sé, una notizia.
UniCredit ha sviluppato una seria ipotesi di rinnovamento della disciplina delle infrastrutture largamente coincidente con quella desumibile dalle affermazioni di Meomartini”.
Continua Fabrizio Palenzona: “Per trasformare l'idea in fatti, UniCredit ha promosso un progetto per la realizzazione di un corridoio europeo fra Trieste, Monfalcone e Monaco di Baviera: prima e, al momento unica, iniziativa concreta in grado di fare concorrenza ai corridoi francesi, spagnoli e sloveni, e ai porti del Nord Europa.
Un intervento in larghissima misura finanziato con risorse private, e senza alcuna garanzia dello stato, in virtù di un'alleanza con il primo vettore mondiale (al momento in stand-by per il sorgere di un progetto analogo promosso dal governo, localizzato a pochi chilometri).
Perché una politica infrastrutturale non si caratterizzi per un uso irrazionale e talune volte improduttivo delle risorse, ma sia significativamente ancorata ai traffici veri, occorre tuttavia che si realizzino alcune condizioni, che speriamo il nostro paese sia in grado di garantire.
La prima condizione è una reale ed effettiva apertura del mercato, oggi, soprattutto nel caso dei porti, sostanzialmente chiuso.
Evidenti barriere di accesso hanno precluso ai porti più importanti di essere competitivi.
Sembra quasi che non si voglia svilupparli, per tutelare locali rendite di posizione e inefficienze.
Inoltre è indispensabile che si rispettino le regole europee in materia di aiuti di stato.
Se un'impresa privata investe capitali propri non può vedere sorgere una infrastruttura concorrente a pochi chilometri realizzata con capitali pubblici.
In questo senso le scelte di politica dei trasporti dell'Unione europea meritano di essere condivise e attuate.
La seconda condizione è la certezza e la tutela del legittimo affidamento.
Se lo stato modifica unilateralmente i contratti in essere, dà luogo a un grave pregiudizio all'impresa che [...]

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