Fahrenheit 451

Rassegnatevi.
Siccome media, giornali, tv, Vespa, tutti e 5 i leader del PD, Governo, CGIL-CISL-UIL, Confindustria e anche la Casa delle Libertà, se ne stanno inquadrate, compatte e coperte a difesa del protocollo sul welfare, ci pensiamo noi a fornirvi qualche informazione.
Certo, incompleta e parziale, forse omissiva, ma non per colpa nostra.
E' un paradosso: una consultazione generale dei lavoratori, il massimo della democrazia, è tabù per l'informzione, nonostante la richiesta firmata dai lavoratori di aprire le assemblee alla stampa.
Ma, incredibile ma vero, i metalmeccanici sono in contatto tra loro, via internet, telefono, segnali di fumo, linguaggio Morse, segnali con le bandierine.
Ecco allora che siamo in grado di offrirvi una sintesi dell' assemblee svoltesi ieri a Mirafiori: carrozzerie, lastratura, verniciatura.
Alcuni episodi di premessa: per la CGIL, a presentare la "bontà" dell'accordo, c'era Rinaldini, segretario nazionale della FIOM, cioè l'unico a votare contro al Comitato Centrale della CGIL.
Assurdità di una regola ingiusta e ridicola.
Per la UIL, Angeletti, segretario nazionale, a cui va riconosciuto il merito di averci messo la faccia, oltre a tutta una serie di bugie su lavori usuranti, salvaguardia del pensionamento di vecchiaia, precariato.
Per la CISL, Anna Maria Furlan, che a sentito solo gli applausi e non i fischi.
Molti gli interventi, tutti per il no, tranne uno per il sì, da parte di un militante della FIOM che si è portato a casa un bel pacchetto di fischi.
Per il no, anche gli interventi dei delegati UILM, Cobas e Fismic (sindacato aziendale).
Nessun delegato FIM-CISL ha preso la parola, latitanti.
I punti contestati sono noti: scalini e scaloni, la detassazione degli straordinari, tutto il pacchetto precariato, finestre che di fatto innalzano l'età pensionabile, detassazione della parte variabile del salario (contratti di secondo livello, che di fatto delegittimano la centralità del CCNL).
Contestazioni di merito, punto per punto, come conviene a dei metalmeccanici seri.
Ma le assemblee di fabbrica non sono puntate di Porta a Porta: niente antipolitica, niente risse, niente vaffanculi.
Il dissenso è di merito, sui contenuti.
E, davvero impensabile, senza ascoltare il parere di Alba Parietti, dello psicologo manequin di maglioni e soprattutto senza le cosce della Brambilla.
Fischi sì, molti.
Nonostante le prime file fossero tutte occupate dai funzionari confederali a fare "claque".
Il centrosinistra invece glissa, percependo come al solito fischi per fiaschi.
Per Uolter [...]

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