Farmaci.Torna d'attualita' la manipolazione

da Aduc - di Rosa e Marca Pesanti accuse alle case farmaceutiche: sfruttano il loro potere finanziario per "aggiustare" i risultati degli studi sui medicinali.Sarebbe singolare se alla fine di una partita di calcio una squadra sostenesse d'aver vinto per 5 a 0 e l'altra cantasse vittoria per il 3 a 1.
Al di là delle consuete recriminazioni, il risultato finale non può essere che uno e uno soltanto.
Invece sul campo farmaceutico l'anomalia del doppio risultato c'è.
E' successo per esempio con un medicinale antipsicotico prodotto da due diversi laboratori.
Il primo, olanzapina (nome commerciale Zyprexa), è dell'azienda Lilly; il secondo, risperidone (Risperdal), di Janssen.
Quando la società Lilly, tramite cinque studi, ha messo a confronto l'olanzapina con il suo concorrente, la partita si è chiusa per 5 a 0 a suo favore, mentre le quattro ricerche condotte da Janssen si sono concluse con un 3 a 1 per il proprio.
"La promozione domina sull'evidenza; il fatturato sulla sicurezza", spiega David Klemperer della Scuola Superiore di Regensburg.
"E vale per tutte le grandi case farmaceutiche".
Nel bollettino medico di questa settimana -das Deutsche Aerzteblatt- sei esperti diretti da Gisela Schott analizzano 57 ricerche pubblicate in riviste specializzate.
La loro conclusione e' che gli studi sui prodotti medicinali finanziati da aziende farmaceutiche, o da persone che si trovano in situazione di conflitto d'interesse, sfociano più spesso in un risultato favorevole alle società implicate.
Un caso estremo è stato lo scandalo Vioxx, l'antidolorifico della Merck che secondo le stime di esperti ha causato oltre 160.000 casi di infarto e ictus prima che venisse bandito nel 2004.
Eppure, nelle segrete stanze il rischio era ben noto.
E' accaduto che: "attraverso una valutazione manipolatoria e un trasferimento selettivo dei dati, il produttore ha tenuto all'oscuro l'opinione pubblica dei possibili danni", dice Klemperer.

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