Fausto ed i diritti degli animali

Una significativa lettera di Fausto Bertinotti sulla questione dell'inserimento dei diritti degli animali nel programma delle elezioni primarie dell'Unione, in risposta ad una sollecitazione del responsabile dei Giovani Comunisti di un circolo di Rifondazione della provincia di Foggia.
Le primarie sono il passato e l'Unione pure.
Restano i nostri obiettivi per il rispetto dei diritti, anche degli animali.    Carissimo, la questione che poni, opportunamente, anche in questa fase delle primarie dell'Unione in cui si confrontano le ispirazioni che muovono i candidati, mi trova attento e predisposto favorevolmente.
  E' opportuno ricordare che le tesi approvate dal Congresso di Rifondazione Comunista, contengono un capitolo che considera l'animalismo rientrante, proprio come tu dici, nel più vasto movimento di rivendicazione dei diritti dei più deboli, contro ogni forma di sfruttamento, di violenza, prevaricazione e antropocentrismo.
Il superamento di una visione specistica, antropocentrica appunto,è assunto come uno dei fondamenti della costruzione di un nuovo mondo possibile e di una alternativa di società.
Del resto è di tutta evidenza come il modello di rapporto tra uomo e natura, imposto dal modo di produzione capitalistico, fondato sullo sfruttamento del lavoro e, in maniera indiscriminata, di ogni altra risorsa del pianeta, sia arrivato al capolinea.
Le premesse e le promesse di una globalizzazione liberista dei mercati, risolutrice di tutti i problemi, naufragano nella crescita della miseria e della fame e delle malattie, nell'alterazione della biosfera con conseguenze devastanti per intere specie animali e vegetali,  nella concreta minaccia per la sopravvivenza del pianeta.
E New Orleans ci dice che quanto si pensava potesse avere conseguenze solo sulle terre lontane dal dorato occidente e sulle masse dei diseredati della terra, manifesta i suoi effetti anche nel cuore della potenza economica e tecnologica.
E' quindi naturale ed evidente come l'esistenza e i diritti dell'uomo e degli altri esseri sensienti non umani siano interconnessi ed interdipendenti.
Ed è un bene che questa consapevolezza si diffonda perchè essa non può che produrre innalzamento del grado di civiltà.
Indubbiamente, l'antropocentrismo ha segnato le diverse culture dell'uomo e ha orientato, nel mondo industrializzato, i costumi, le mode e gli stessi indirizzi della ricerca scientifica; si tratta di intervenire ad orientare diversamente lo sviluppo della società, in un’ottica che consideri gli animali soggetti sensienti e non merci [...]

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