Favola sul tempo – I Lares Familiares

Racconta la formula magica! Continuate a chiedere perentoriamente voi che leggete.
Che palle! Ma non v'è piaciuta la favola sul tempo? Non vi basta quella? Si ...
carina, ma vogliamo sapere anche la formula magica! Non ne posso più, avete vinto, la formula magica del nonno la svelo.
Non adesso però, aspettate il prossimo post.
Prima vorrei evidenziare un doppio simbolismo, non c'entra tanto con la favola, ma sicuramente è pertinente a me che nella favola mi sono ficcato dentro ed all'ambiente in cui la favola ho collocato.
Mi piace la mia grande libreria nel salone, continuo a godermela, anche con gli orologi bloccati, sempre più riempita della mia variegata identità, fatta di tante cose disparate: a cominciare proprio da questi due orologi sovrapposti, non a caso gerarchicamente collocati, quello del bisnonno più in alto; per finire con un timbro da pane pugliese le cui due iniziali sono una quella del mio nome, l'altra del nome della mia compagna.
Sul ripiano sottostante quello dell'Atmos, proprio adesso che scrivo, mi viene in mente di poggiare un altro orologio, uno Zenith da polso, di mio padre Vittorio, regalatogli dal padre, mio nonno Claudio, quando era ancora ragazzetto.
  Il tutto m'appare molto autoreferenziale, centrato sul tempo, anche se del tutto impercettibile all'ospite che si trovi ad osservarla, a meno che non venga istruito sul doppio simbolismo: quello dell'albero genealogico, che rappresenta, pure nella sua ovvia incompletezza sviluppata su tre ripiani, il tempo della famiglia, dell'origine dell'individuo, simboleggiato dalla sovrapposizione di generazioni d'orologi; quello dell'orologio, che rappresenta il tempo dell'individuo, per questo legato ai nomi dei possessori d'orologio.
  Sono questi orologi i miei Lares: parola derivata dall'etrusco, quello che sono, "lar", col significato di "padre"; le figure della mitologia etrusca prima, poi romana, che rappresentano gli spiriti protettori degli antenati defunti che vegliano sul buon andamento della famiglia.
Mi sono limitato a sostituire le statuette, di terracotta, legno o cera, poste all'interno della domus, in una nicchia di un'apposita edicola, con gli orologi posti simbolicamente nella mia libreria.
Diversamente dalle ataviche tradizioni, non onoro i miei Lari in particolari occasioni, con l'accensione di fiammelle, con sacrifici e offerte, ma non li scordo.
 

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